Come i fantomatici rettiliani, i cosiddetti User Generated Content – per gli amici, semplicemente UGC – sono tra noi. C’è chi non sa nemmeno cosa siano, anche se è solo una questione di nomenclatura che poi è molto semplice da capire: contenuti generati dagli utenti. Pensate ad un video caricato su YouTube, ad un post con tanto di foto al mare su Facebook, a tutte le schede che consultiamo ogni giorno su Wikipedia.

Sono tutti User Generated Content – anche se molto diversi tra loro – semplicemente perché sono contenuti generati dagli utenti! Facile, no?

Ok, ancora no. Facciamo un esempio pratico, allora. Anche se prenderemo un episodio molto triste della nostra storia recente: l’11 Settembre 2001.

Questo è un video pubblicato sul canale ufficiale YouTube del broadcaster statunitense CBS News, relativo alla diretta TV nella mattina dell’11 Settembre, quando ancora gli Stati Uniti non conoscevano i motivi del disastro imminente.

Prendiamo ora quest’altro video, sempre relativo ai momenti prima del crollo totale delle torri del World Trade Center. Caroline Dries, all’epoca una studentessa universitaria, catturò le immagini dei minuti successivi al primo impatto, registrando, in diretta, il secondo.

Ok, che differenza c’è tra il primo ed il secondo contenuto? Varie…

  • Il secondo contenuto è uno User Generated Content, perché non è stato pubblicato da un broadcaster con attrezzature, editing, montaggio, diretta etc. Ma da una semplice studentessa universitaria…
  • Il secondo contenuto è certamente più d’impatto del primo, perché è naturale, spontaneo, “veritiero” perché rappresenta anche le urla di chi sta registrando
  • Il secondo contenuto è anche più trustworthy (come direbbero gli americani), ovvero è più degno di essere credibile non tanto per il filmato, ma per l’assenza completa di bias cognitivi. Ovvero viene meno quel livello tra chi guarda il video e chi lo produce che può essere condizionato da pregiudizi, opinioni politiche. Ad esempio, uno spettatore di Fox News avrà lo stesso metro di lettura, guardando la CBS? Che succede se invece è una semplice studentessa a documentare il tutto?

Tutta la comunicazione digitale, negli ultimi due decenni, è stata investita dalla grande rivoluzione del cosiddetto Web 2.0, che – stando alla definizione data dall’enciclopedia Treccani – è la “seconda fase di sviluppo e diffusione di Internet, caratterizzata da un forte incremento dell’interazione tra sito e utente”. Dunque è il web dei blog, dei forum, dei social network: tutte piattaforme che si poggiano su quello che gli stessi utenti producono, da un contenuto ad una recensione

In questo video viene sintetizzato il principio base della nuova campagna pubblicitaria del brand Converse, che si affida proprio agli utenti per disegnare nuovi modelli di scarpe. I brand oggi hanno capito che gli UGC sono alla base del nuovo Web ed in generale della nuova comunicazione digitale

Perché gli UGC sono così importanti in una Content Strategy

Generano fiducia e credibilità (gratis!) per il brand

Secondo il Nielsen Consumer Trust Index, il 92% dei consumatori si fida più degli User Generated Content, ovvero contenuti legati ad un brand ma non sponsorizzati, rispetto alla pubblicità tradizionale. A differenza dei vecchi spot che provavano a convincervi sull’estrema affidabilità di un vaporizzatore, un contenuto Instagram con una persona amica che lo sta realmente usando e ne decanta le lodi è 10x volte più efficace. Perché mai?

Perché è organico, non è pagato, è naturale e quindi ispira fiducia in chi lo guarda. Un contenuto UGC è oro puro per i marketers, è economico anche se – ovviamente – richiede maggiori sforzi per guadagnarlo. Perché se non si pagano gli Influencers (che oggi chiedono anche moltissimi soldi e che comunque vengono visti dagli utenti come mezzi di comunicazione prezzolati), ottenere un flusso di contenuti UGC con il proprio prodotto o brand non è così semplice. Ma vedremo dopo come fare!

Lo sapevi? Gli UGC aumentano il Conversion Rate!

Diversi test eseguiti in questi anni su siti che danno spazio a recensioni e/o feedback – così come altrettanti test su altri siti che, invece, non ne hanno – hanno dimostrato che gli UGC permettono di aumentare le conversioni del 74% (dato medio). L’88% dei consumatori si fida delle recensioni scritte da altri consumatori così come se fossero raccomandazioni di persone conosciute. In altre parole, 8 consumatori su 10 possono essere convinti all’acquisto di un’autoradio solo perché sul sito ci sono X recensioni positive che ne parlano bene e che dicono che si sente perfettamente, non si rompe e non salta con le buche in strada.

E’ esattamente come al ristorante! Se tu entri e trovi tutti i tavoli vuoti, cosa pensi? Ti fiderai con riserva? Se invece fai la fila per entrare, cosa pensi? Wow, sarà buonissimo! Per forza!

E’ il concetto della Riprova sociale, applicato in questo caso al settore Ecommerce

Gli UGC ti fanno risparmiare un sacco di tempo!

Quando ad esempio dobbiamo gestire un sito web (addirittura anche uno shop online) ci sono sempre tantissimi problemi da risolvere ed il tempo è sempre scarso. Questo vale sia per le aziende che soprattutto per le agenzie. Ma gli UGC ci danno una grande mano, perché rappresentano una sorta di corsia preferenziale verso contenuti straordinariamente efficaci. Ad esempio, basti citare che gli UGC hanno un Engagement Rate del 28% rispetto ai normali post aziendali.

Perché i brand oggi vogliono diventare umani? Perché la comunicazione è oggi da persona a persona, per questo gli User Generated Content sono oggi fondamentali!

User Generated Content efficaci: 6 idee per incentivarne la produzione

1. Sfrutta la potenza degli hashtag

Gli hashtag sono etichette fondamentali per raccogliere gli UGC, perché offrono agli utenti un unico e distintivo tag per condividere i propri contenuti. Un buon hashtag – fresco, creativo, originale – è fondamentale per tutte le piattaforme social, soprattutto Instagram. In più, il brand può (deve!) personalizzare il proprio hashtag per aumentare anche l’Awareness legata alla sua campagna UGC

Iniziativa dell’Internazionale FC che tramite l’hashtag #TogetherAsATeam riporta i tifosi a San Siro su un LedWall di 110 metri a bordo campo, mostrando in tempo reale gli UGC. Powered by Datalytics!

2. Porta gli UGC sul tuo sito

I consumatori soddisfatti che pubblicano contenuti legati al brand possono diventare protagonisti all’interno di una vetrina dedicata sul sito ufficiale dell’azienda. Ad esempio, il Social Wall è uno strumento molto efficace perché offre ai visitatori del sito una panoramica di tutti i clienti che hanno acquistato un determinato prodotto o fatto una specifica experience con il brand. Questo crea fiducia e senso di community!

Ancora per Internazionale FC, il Social Wall che mostra sul sito della squadra nerazzurra tutti i contenuti condivisi dai tifosi per supportare la squadra con #TogetherAsATeam

3. Stimola e condividi le recensioni positive

La maggior parte di chi naviga online legge una o più recensioni prima di fare un acquisto. Le recensioni sono sicuramente il contenuto che, più di tutti, aumentano la credibilità. Incentiva gli utenti a lasciarne e raccogli quelle che ti colpiscono di più per condividerle sui social network oppure sulle tue landing page.

4. Stimola la tua community e offri experience di gamification

In altre parole, cerca sempre l’interazione con i tuoi consumatori. Invitali a raccontare storie, a farsi conoscere, offri loro experience di simil-gamification (es, quiz, giochi etc) per renderli davvero interattivi nel rapporto con il brand. Ricordati che un brand non è solo vendite, ma anche un universo semantico in cui tutti devono sentirsi uniti e “dentro il gioco”.

Il brand AC Milan prevede un’area riservata per i tifosi che potranno usufruire di tantissime esperienze speciali come acquistare biglietti, ma anche accedere a contenuti esclusivi, partecipare ad eventi e concorsi che li vedranno protagonisti con i propri contenuti UGC

5. Organizza un concorso a premi

Lanciare un contest, o concorso a premi, è una strategia assolutamente vincente quando si parla di UGC Generation. Questo perché gli utenti sono incentivati alla produzione di contenuti dalla possibilità di vincere un premio (fisico o experience) messo in palio dal brand. Il concorso – che sia in modalità Instant Win o con il coinvolgimento di una giuria specializzata – permette così all’azienda di chiedere ai consumatori quello che vuole (esempio, condividere un hashtag o lasciare i dati personali) in cambio del premio. Last, but not least, il brand può applicare al contest uno specifico storytelling aziendale che aiuta a costruire un universo semantico e dunque valoriale per il brand stesso, che dicevamo deve diventare umano!

ANAS è un brand legato ai servizi stradali che non viene visto dai consumatori come umano (anche perché non è un’azienda consumer che vende prodotti alla portata di tutti). Con il contest #RitagliDiStrada crea uno specifico storytelling per invitare gli italiani a scattare foto di viaggio e dunque di raccontare il nostro Paese

6. Lancia Call To Action dedicate, in ogni luogo!

Chi ha detto che le Call To Action vadano lanciate solo tramite post Facebook o sito web? Il mondo del Digital Out-of-Home è un’opportunità unica per i brand che vogliono aumentare le Opportunity To See (OTS) delle proprie campagne ADV basate sugli UGC. Pensiamo ad esempio agli impianti presenti in tutte le stazioni italiane, dove milioni di persone camminano e possono essere attirate da foto di perfetti sconosciuti che ruotano sugli schermi con uno shampoo o uno spazzolino da denti. Il brand può qui lanciare una Call To Action precisa, come ad esempio “condividi la tua spazzolata del mattino con #Brand e vinci!”. Una chiamata all’azione che in presenza di impianti Dooh può arrivare davvero ad una reach spaventosa!

Lo sapevi che Datalytics ha tutte le soluzioni giuste per seguire tutti i nostri consigli per mettere al centro gli UGC?

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