Quanto è importante per la tua azienda il Supply Chain Management? Chiunque risponderebbe moltissimo, dato che per SCM si intende la gestione dell’intero flusso di produzione, a partire dalla materia prima fino alla consegna del prodotto finale al consumatore.

Ma sei sicuro di dargli la giusta importanza?

Addentriamoci insieme nel cuore di questa riflessione. Partiamo dall’inizio.

Fasi e obiettivi del Supply Chain Management

Il sistema tradizionale di SCM si compone essenzialmente di 5 macro-attività:

  1. Pianificazione delle risorse necessarie per soddisfare la domanda dei consumatori con un determinato prodotto o servizio;
  2. Scelta dei fornitori che procureranno le materie prime e gestione dei processi chiave della collaborazione (ordinazione, ricezione, pagamenti);
  3. Organizzazione delle attività volte a fabbricare il prodotto, testarne la qualità, imballarlo per la spedizione e programmarne la consegna;
  4. Coordinamento degli ordini, pianificazione dei carichi in spedizione, fatturazione e ricezione dei pagamenti;
  5. Implementazione di un meccanismo per il reso di prodotti difettosi o indesiderati.

Supply Chain Diagram

Tutte queste attività sono poi finalizzate al raggiungimento di obiettivi specifici:

  • Soddisfare più domanda possibile riducendo al minimo gli stock, ossia far coincidere la domanda con l’offerta in modo tempestivo
  • Fare un uso intelligente delle risorse
  • Creare valore per i propri clienti
  • Essere reattivi al cambiamento

Ora che hai il quadro generale, andiamo a scoprire come ottimizzare l’intero processo e portare il tuo business a livelli molto più alti!

Come avere successo nella gestione della tua catena di distribuzione

Un SCM positivo è un sistema in grado non solo di ridurre al minimo i costi, ma anche gli sprechi e le tempistiche del ciclo di produzione. L’obiettivo è tendere l’intero sistema all’istantaneità, ovviamente nei limiti del fattibile considerato che si tratta di un processo che coinvolge numerosi stakeholders operanti – fatta eccezione per le imprese verticalizzate – in assenza di prossimità fisica.

Simon Ellis di IDC ha stilato la Lista delle 5 C imprescindibili per una gestione positiva ed ottimizzata della Supply Chain:

  1. Connessione: l’impresa deve adottare un approccio data-driven nel quale le informazioni destrutturate e dematerializzate regnano sovrane sul cartaceo;
  2. Completezza: l’integrità e la disponibilità dei dati sono da considerarsi due pilastri per un sistema integrato che lavora in ottica circle e non step-by-step;
  3. Consapevolezza informatica: la Supply Chain del 2020 deve necessariamente rafforzare i propri sistemi informatici e proteggerli da intrusioni e cyber attacks;
  4. Collaborazione: migliorare la collaborazione con gli stakeholders significa favorire e aumentare la qualità del coinvolgimento multi-impresa;
  5. Cognitivamente avanzata: incrementare la componente di automazione e autoapprendimento è una necessità impellente per lavorare non solo sull’efficienza, ma soprattutto sulla competitività dei processi.

Ora, se questa fosse una check-list, quante voci spunteresti per la tua impresa? 

Non è facile approdare ad una gestione integrata della Supply Chain che sia “100% approved”, soprattutto per le realtà imprenditoriali che non godono di verticalizzazione e sono vittime di processi di coordinamento complessi e articolati.  

Guardiamo in faccia la realtà. Le imprese scelgono di investire risorse economiche per un determinato lasso di tempo – più o meno lungo a seconda dell’assetto iniziale – al fine di raggiungere una maggiore istantaneità, economicità e flessibilità. Allo stesso tempo però, bisogna fare leva sul valore sostanziale di ogni attività, con modelli di business orientati all’innovazione, alla qualità e, soprattutto, alle esigenze degli stakeholders.

A questo punto di solito i manager e gli imprenditori si trovano a dover scegliere cosa sacrificare.

Efficienza o efficacia?

Nel linguaggio comune i termini efficienza ed efficacia vengono spesso utilizzati indistintamente, ma tra le pagine del dizionario corporate la differenza è marcata. L’efficacia indica la capacità di raggiungere un obiettivo, mentre l’efficienza denota l’abilità di farlo con il minor dispendio di risorse possibile.

Marco Montemagno spiega in poche parole la differenza tra i due concetti e perché non dovremmo mai perdere di vista l’efficacia

In poche parole, l’efficienza parla la lingua di chi finanzia il progetto ed è tanto intenzionato a raggiungere l’obiettivo quanto a non rimanere con le tasche vuote, o senza sonno. All’efficacia potremmo associare un significato quasi romantico, è un elemento che racconta di giustizia e qualità nel compiere un percorso e non solo nel raggiungere la meta.

Non è ancora chiaro? Basti pensare a quando sei a cena con i suoceri. Se punti a raggiungere il prima possibile la fine della serata, senza troppi danni all’autostima e con una media di sbadigli al minuto realisticamente accettabile, stai mirando all’efficienza. Se invece giudichi importanti sia gli argomenti di conversazione che i feedback definitivi di tutti i partecipanti ed in onore di questo scopo arriveresti perfino al dopocena, allora stai decisamente prediligendo l’efficacia.

Nel migliore dei mondi si lavora contemporaneamente su entrambe le direttrici, in quello aziendale spesso questi due concetti vengono inquadrati nella dicotomia di un trade-off dove è necessario scegliere quello che se trascurato arrecherebbe maggiori danni e ad immolare l’altro per la nobile causa.

Tornando alla gestione della Supply Chain, per evitare di dover sacrificare l’istantaneità e la reattività del processo produttivo o la qualità dell’offerta finale, le imprese possono – e devono – chiedere aiuto e appoggiarsi a soluzioni tecnologiche già avviate, che non necessitano di un’implementazione in-house. 

Datalytics, tramite WhatsApp Enterprise, offre l’opportunità di semplificare e migliorare l’SCM delle imprese, offrendo la possibilità di customizzare la piattaforma back-end – simile nell’utilizzo alla celebre applicazione di messaggistica istantanea – e gestire al meglio l’organizzazione del flusso di produzione e i rapporti con gli stakeholders coinvolti. 

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