In un’epoca in cui internet, i social e la messaggistica istantanea hanno assunto un ruolo di primo piano, non c’è da sorprendersi se i fattori comunicativi che ruotano attorno al contenuto scritto sono in grado di influenzare direttamente le performance di qualsiasi business, personaggio pubblico o evento. Con questa consapevolezza nasce la Sentiment Analysis, un’attività che studia i testi scritti ed in particolare il loro grado di positività o negatività (in termini tecnici, la polarità).

Quindi, si definisce Sentiment Analysis il processo di rilevamento, all’interno di un determinato testo, dei pareri buoni e favorevoli contro quelli più ostili.  Poiché col passare del tempo i consumatori si sono abituati ad esprimere ciò che pensano molto più liberalmente e apertamente, questa tipologia di analisi è diventata uno strumento essenziale per le aziende che vogliono valutare il loro andamento nel mercato

È indubbio che nessuna azienda dovrebbe prescindere da un’adeguata valutazione della sfera sentiment. Tuttavia, mettere insieme e analizzare un’infinita mole di insights qualitativi può spaventare. In effetti, è complicato individuare anche solo il punto di partenza. Ecco il motivo per cui devi continuare la tua lettura: esiste una soluzione semplice e intuitiva per ottenere il massimo risultato col minimo sforzo… te la riveliamo nel corso dell’articolo!

3 benefici di cui non puoi fare a meno

Andiamo per gradi. Di sicuro avrai già compreso l’importanza di tenere sotto controllo cosa si dice in giro del tuo brand e dei tuoi prodotti, ma forse non ti sei ancora soffermato sui benefici derivanti proprio dalla Sentiment Analysis come metodo

Le tipologie di analisi più comuni sono tre: raccolta delle parole chiave, affinità lessicale e approccio statistico.

Il primo approccio sfrutta keywords specifiche, individuabili nei contenuti testuali, per ricondurre l’audience a determinati stati d’animo.

Il metodo dell’affinità lessicale individua invece attinenze e correlazioni plausibili tra alcuni termini del linguaggio comune e una determinata emozione suscitatasi nell’utente.

Da ultimo, i sistemi di machine learning, che permettono una scansione analitica dei contenuti scritti e associano a tutti i commenti rilevati un grado di polarità: il sistema impara a rilevare automaticamente gli stati d’animo senza alcun input umano. Per dirla semplicemente, questi modelli di analisi possono essere “addestrati” a leggere dietro le righe, comprendendo elementi come il contesto, il sarcasmo e le parole utilizzate in modo errato. 

Guida alla Sentiment Analysis: tipologie di analisi

Nonostante queste categorie differiscano considerevolmente tra loro, hanno degli elementi di positività in comune. Vediamoli insieme:

  • Efficienza: la Sentiment Analysis permette di monitorare un’enorme quantità di dati come commenti sui social media, critiche della stampa e dibattiti sul web, in maniera integrata e ad un costo proporzionalmente sostenibile;
  • Istantaneità: questo meccanismo ti concede l’importantissimo privilegio di reagire con prontezza ai problemi reputazionali legati al tuo brand o più direttamente ai tuoi prodotti. Implementando in maniera corretta la Sentiment Analysis, potrai sanare le crepe nella customer experience non appena senti il cigolio. In questo modo preserverai il rapporto con il cliente e la fama della tua azienda;
  • Oggettività: quando si tratta di valutare emozioni, gusti e opinioni personalissime, è davvero difficile essere obiettivi. Tuttavia, nel momento in cui decidi di integrare la Sentiment Analysis all’interno della tua strategia potrai avere la consapevolezza di analizzare un output in modo obiettivo, traducendo elementi qualitativi in evidenze affidabili derivanti da parametri costanti e coerenti.

Guida alla Sentiment Analysis: 3 vantaggi

Dal monitoraggio all’ascolto

Il monitoraggio non è l’unica azione prevista dall’attività di Sentiment Analysis. Esiste un’altra componente altrettanto fondamentale nello sviluppo, da parte dell’azienda, di una consapevolezza più matura e di una reale percezione della relazione brand-to-user. Soltanto compiendo un passo in avanti sarà possibile tramutare il rilevamento di determinate evidenze in un vantaggio strategico.

Questa è la fase di ascolto. L’attività di listening è come togliere un velo e mostrare, nella sua versione più realistica, la reazione dell’audience alla nostra attività. In questa sede si compie uno sforzo nel comprendere le preferenze dei consumatori e non solo. Questo è uno dei più grandi strumenti che le aziende hanno a disposizione per prevedere un riposizionamento: prestando attenzione alle manifestazioni dei consumatori, ogni brand può rivedere le sue mosse per allinearsi sempre di più al suo target nel prossimo futuro.

Una soluzione self-service

Come dicevamo all’inizio dell’articolo, concretizzare tutte le linee guida sulla Sentiment Analysis non è per niente semplice. A questo proposito, Datalytics ha ideato una soluzione per monitorare in tempo reale milioni di conversazioni su brand, eventi e campagne marketing. Grazie alla suite proprietaria MONITORING potrai gestire con un paio di clic le attività di account monitoring (sia dei canali-owned che competitor), KPI analytics e ovviamente social listening real-time.

Guida alla Sentiment Analysis: la piattaforma MONITORING

Nello specifico, una volta che avrai preso confidenza con questa piattaforma semplice ed intuitiva, sarai in grado di lanciare analisi in pochi secondi, gestire la reputation rispondendo in tempo reale per prevenire situazioni di crisi e assistere i consumatori, creare report personalizzati per un assessment automatico e veloce.

La piattaforma MONITORING

L’analisi viene condotta a partire dall’inserimento manuale di keywords e permette ai brand di ottenere in tempo reale insights preziosi per prendere decisioni strategiche, efficaci in modalità data-driven. Le principali aree di applicazione sono: 

  • analisi fonti social: grazie ad algoritmi proprietari di semantic analysis, il brand può analizzare la sua reputation, scoprire gli influencer rilevanti e gli argomenti più condivisi grazie alla valutazione di KPIs quantitativi e qualitativi;
  • analisi dominio e SEO: monitoraggio delle metriche relative alle performance del sito web (visite, traffico, contenuti performanti) e comprensione del posizionamento sui motori di ricerca, comprese le parole chiave strategiche che stanno alimentando il traffico; 
  • analisi fonti web e press: garantisce un controllo generale sulle menzioni ricevute dalle principali piattaforme online, forum, rassegne stampa, quotidiani e riviste cartacee (con alerting in formato digitale).

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