Prima dell’arrivo di Tik Tok, Instagram era certamente il social network numero 1 al mondo, per rapidità di crescita nella base utenti, ma anche nella sua aurea cool con tantissimi influencers e VIP a postare foto in tutte le salse possibili. Ora, non stiamo dicendo che la piattaforma di photo sharing di Facebook sia decaduta, anzi! Instagram è ancora un posto digitale molto importante per il personal branding, ma può aiutare (e non poco) i marketers per potenziare il proprio commercio elettronico o e-commerce. Non stiamo parlando però di Instagram come veicolo per il traffico e-commerce, ma di una vera e propria piattaforma “nativa” che può diventare una vetrina per la vendita online di prodotti o servizi

Non solo Instagram: parliamo di social commerce!

Dall’inizio del 2000, il social commerce si è andato affermando sempre più, inizialmente solo grazie ad alcune aziende che lo hanno sperimentato limitandosi all’implementazione di obiettivi di strategie di marketing, come la fidelizzazione dei clienti e la pubblicizzazione dei prodotti. In seguito, i social media hanno raggiunto una tale popolarità che anche le piccole e medie aziende hanno potuto iniziare a utilizzare le piattaforme per la vendita diretta di prodotti.

Il blogger di tecnologia Steve Rubel e il venture capitalist David Beisel già nel 2005/2006 avevano coniato il termine “social commerce”: con questo termine si riferivano a una variante del commercio elettronico, in cui sono centrali le componenti social e l’attivazione di potenziali clienti attraverso modalità di comunicazione che si basano sulla rete. Questa definizione del social commerce delinea essenzialmente il concetto moderno di marketing di raccomandazione.

Nella fattispecie, nel social selling gli aspetti più rilevanti sono i seguenti:

  • la partecipazione attiva dei clienti (ad esempio tramite commenti, “mi piace”, condivisioni);
  • il coinvolgimento diretto dei clienti nel processo di progettazione, produzione e sviluppo dei prodotti ;
  • legami personali e la comunicazione tra i clienti, in cui ha particolare rilievo il passaparola mediatico (Internet, Messenger, commenti, ecc.); infatti è proprio attraverso questo tipo di comunicazioni che le campagne, i messaggi pubblicitari e i concorsi in rete si diffondono a macchia d’olio;
  • il rapporto personale ed emotivodel cliente nei confronti del brand (che a volte si sviluppa negli anni o addirittura da decenni).

Il social commerce si avvale di questi fattori per raggiungere diversi obiettivi: innanzitutto attraverso il social talk si attira l’attenzione sul marchio. Vengono create e mantenute community intorno al brand e ai suoi prodotti, per legare il target a lungo termine. Inoltre occorre fornire ai clienti e agli interessati conoscenze di base relative ai prodotti e guadagnarsi testimonial che promuovono il marchio grazie a particolari campagne ed eventi. Con il diffondersi sempre più capillare dei social media, tra gli obiettivi acquisirà una sempre maggiore importanza la conversione. E di qui la domanda: come faccio a trasformare un interessato in un cliente che acquista davvero i miei prodotti? Se questo obiettivo viene raggiunto di frequente, si parla di conversion rate (tasso di conversione).

Come sfruttare Instagram per l’e-commerce

Il crescente successo degli acquisti online, o meglio degli acquisti da mobile, hanno portato un numero sempre maggiore di utenti a convincersi. Il 96% dei consumatori americani sarebbe ormai un online shopper, per esempio. Anche quando l’acquisto è fisico, avviene in negozio e nelle forme più tradizionali, il viaggio del consumatore però è oggi diversificato e conta numerose tappe di cui molte sono ormai completamente digitali.

In questa prospettiva è più facile capire allora perché il 60% degli instagramer dica di aver scoperto un prodotto o servizio proprio su Instagram, tramite i canali ufficiali del brand in questione (l’80% degli iscritti, infatti, ne segue almeno uno) o i post di influencer e altri utenti comuni, e il 72% degli iscritti almeno una volta abbia comprato un prodotto o servizio dopo averlo visto su Instagram.

Come si ottimizza, però, un profilo Instagram per l’eCommerce? Valgono certamente i principi generali che rendono buona una strategia di presenza sulla piattaforma. Anche chi vende online per esempio, ricorda Forbes, dovrebbe rispettare la regola dei terzi e cioè alternare post promozionali, in cui protagonisti sono i prodotti o i servizi offerti dal brand, con post «conversazionali» che premino cioè l’interazione con la fanbase e contribuiscano alla creazione di una community e con contenuti più generici che riguardino il settore o la macroarea in cui si opera.

il giusto testo e la giusta immagine associati, infatti, incrementerebbero del 600% le probabilità che il contenuto sia correttamente ricordato. È per questa ragione che, esattamente come si dovrebbe prestare la necessaria attenzione nello scrivere le schede prodotto per l’eCommerce, se si vuole vendere su Instagram si dovrebbero adeguatamente curare anche descrizioni e caption dei propri post. Non basta il semplice storytelling di marca o di prodotto, serve giocare con un linguaggio emozionale che suggerisca all’utente l’idea di urgenza e di esclusività pur senza rinunciare ai necessari contenuti di carattere informativo e badando a che la call to action  (meglio se esplicitamente e semanticamente legata al campo degli acquisti, come «Vai al carrello!», «Acquista ora», ecc.) risulti sempre molto chiara.

Gli shoppable post

Come si accennava, però, nel tempo sono state messe appunto delle feature specifiche e a prova di chi voglia sfruttare Instagram per l’eCommerce. Boosted post, contenuti sponsorizzati, Instagram Ads sono sicuramente tra queste, ma si tratta a rigore di strategie paid e di promozione che vanno al di là delle possibilità organiche di trasformare – o quasi – il proprio feed Instagram in una piattaforma per le vendite online. Decisamente più interessanti sono quelle impostazioni che trasformerebbero i post di Instagram in shoppable post. Il bottone “Compra Ora“, per esempio, che permette a chi stia visitando un profilo business di effettuare direttamente l’acquisto senza uscire dal social.

Più di recente la piattaforma ha permesso ai profili commerciali collegati con Facebook o Business Manager di taggare i prodotti su Instagram se presenti nelle foto o negli album (cinque nel primo caso, venti nel secondo) in modo che sia possibile per l’utente, con un semplice tap sul tag, guardare più da vicino il prodotto, ricevere tutte le informazioni di cui ha bisogno e nell’eventualità procedere direttamente con l’acquisto.

Un sistema come questo potrebbe rivelarsi un’alternativa innovativa e originale ai più classici cataloghi online, dal momento che permette all’utente di andare alla scoperta dei prodotti dei brand che segue e da cui si lascia ispirare. Non è un caso che tra i primi a sfruttare questa nuova funzione ci siano stati i brand del fashion che ne hanno approfittato per suggerire tramite i loro post su Instagram outfit e look di tendenza alla propria fanbase.

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