#DigitalCoffee è la nuova rubrica pensata per offrire uno spazio (virtuale) ai protagonisti della nuova digital economy, dai singoli professionisti all’universo di aziende e startup. Un format di brevi chiacchierate pensato per essere sintetico – il tempo di un caffè, magari lungo – che vuole affrontare i grandi temi dell’innovazione insieme a manager, esperti, makers. Perché nessuno meglio degli innovatori può raccontare l’innovazione che ci aspetta.

#DigitalCoffee è un esperimento sul nostro blog, ed ospiterà chiunque abbia voglia di chiacchierare con noi dei temi più disparati, dal lavoro alle nuove tecnologie. Il format è aperto a tutti, come al tavolino di un bar. Non ci sarà una data fissa di uscita, ma ci sarà una nuova puntata appena nascerà una nuova discussione interessante per i temi della digital economy.

In questa nuova puntata: Mauro Vecchio, Chief Marketing Officer di Datalytics, prende un caffè con Florinda Busalacchi, PR & Communications Manager di Clear Channel Italia.

Florinda, il tuo profilo LinkedIn dice di te: PR & Communications Manager in Clear Channel Italia dal 2019, precedentemente hai lavorato per altri grandi brand come Acqua di Parma e Poltrona Frau. Esperta in Public Relations e Brand Communication, con alle spalle due master in marketing e comunicazione digitale all’Accademia di Comunicazione e all’Università Iulm. Chi è Florinda Busalacchi e come è arrivata – professionalmente ed umanamente – a questa nostra chiacchierata virtuale

Sono una Communications Manager. Ho maturato la mia esperienza nel mondo del lusso. Dopo la laurea in Lingue e Letterature straniere moderne ho deciso di trasferirmi a Milano per seguire il primo master in Marketing e Comunicazione d’Impresa e da lì ho iniziato il mio percorso professionale nel settore dei beni di lusso, gestendo la comunicazione a livello internazionale. Dopo 15 anni, ho deciso di intraprendere un nuovo master, questa volta incentrato sulla Digital Communications per rimanere aggiornata e rafforzare le mie competenze. Ho quindi scelto di affrontare una nuova sfida e di portare il mio know-how in un ambito diverso, la pubblicità, un settore strettamente legato al mondo del lusso, ma con dinamiche ed equilibri completamente differenti. Un ambito che da sempre mi affascina perché dinamico, veloce e in continua evoluzione, soprattutto negli ultimi anni in cui ha avuto un boost importante per via del digitale che ha completamente rivoluzionato il mondo della comunicazione. Tra le varie opportunità ho scelto Clear Channel, perché oltre ad essere leader nel settore dell’Out of Home, è fortemente orientata alla creatività, all’innovazione e naturalmente al digitale.

Clear Channel Italia è una media company leader nel settore dell’Out-of-Home, presente nel nostro Paese dal lontano 1999. Gestite migliaia tra poster, impianti e schermi in tutta Italia. Personalmente trovo brillante il vostro payoff aziendale: “where brands meet people”. Mi racconti qual è il vostro vero punto di forza nella comunicazione “in esterna”?

Il nostro punto di forza è duplice: possediamo un patrimonio tradizionale e digitale molto importante che permette ai brand di connettersi con milioni di consumatori in diversi ambienti, attraverso formati differenti e con modalità sempre più innovative. Il vantaggio di un portafoglio ampio e diversificato come il nostro ci permette di essere flessibili e di lavorare con i nostri clienti per creare soluzioni tailor made e adatte alle loro esigenze. Le nostre campagne Out of Home sono altamente focalizzate, perché centrate su target specifici e misurabili nei risultati. Abbiamo un approccio creativo, sviluppiamo idee attingendo alle nostre intuizioni, ma anche agli strumenti che ci permettono di individuare i bisogni dei clienti finali e di identificare audience sempre più mirate. Siamo sempre alla ricerca di nuovi modi di connetterci ai consumatori in movimento e renderli sempre più protagonisti di esperienze uniche e indimenticabili. Ci piace definirci pionieri nell’innovazione e spesso le nostre idee sono un volano per altri player del settore.

Vorrei, ma non posso escludere da questa intervista il tema Covid-19. Però non voglio parlare delle evidenti difficoltà che tutto il sistema Paese ha dovuto affrontare. Mi piacerebbe chiederti come ne usciremo (o ne stiamo già uscendo)

La pandemia ha messo in discussione l’intero sistema e le nostre priorità. Ciò che stiamo vivendo non ha precedenti e sta mettendo a dura prova ogni nostra singola certezza. Il Covid-19 è un nemico insidioso che non conosce regole e di cui non comprendiamo ancora tutte le sfaccettature. Questo ci fa paura, naturalmente, ma di contro stiamo lottando e continuiamo ad aver voglia di lottare. Sono sicura che ne usciremo con una maggiore consapevolezza. Questo brutto capitolo della nostra storia forse ci insegnerà che dobbiamo lasciare andare ciò che è superfluo, tornare all’essenza delle cose ma soprattutto che le priorità Vere nella vita sono poche.

Ho letto online un recente contenuto molto interessante dal titolo “Il Covid-19 trasforma la pubblicità out-of-home”. In sostanza, la pandemia che stiamo vivendo può essere vista come una grande opportunità di cambiamento nel settore, a partire da un nuovo utilizzo “più sociale” degli impianti. Si va secondo te verso una nuova frontiera della comunicazione di brand?

La pandemia ha accentuato l’interesse verso una comunicazione di tipo sociale. Tematiche come l’ambiente e la tutela delle persone più fragili sono oggi più che mai in primo piano. L’attenzione verso questi argomenti c’è sempre stata ma in maniera più silente. Questo periodo ha portato ancora di più in evidenza questi temi e molte aziende hanno deciso di condividere il proprio impegno nei confronti della comunità come dimostrazione di appartenenza ad un unico sistema che in questo momento soffre e che solo se si muove nella stessa direzione può effettivamente portare ad un cambiamento, quantomeno nelle coscienze. Brand provenienti dai più disparati settori si sono sentiti in dovere di fare la propria parte, di dare un contributo in un momento così difficile per il nostro Paese. L’Out of Home per sua peculiarità è il mezzo che più di tutti è fisicamente vicino alle persone, era pertanto “naturale” che i nostri impianti fossero messi a disposizione della comunità.
La nostra comunicazione è stata prevalentemente di tipo sociale, non solo attraverso collaborazioni con nostri partner, ma anche attraverso campagne corporate orientate a diffondere messaggi di solidarietà. Più in generale penso che la comunicazione di brand si stia adattando alle nuove esigenze che il periodo impone. La tendenza oggi è verso una comunicazione basata sulla brand equity, sui valori che una marca è in grado di trasferire e in cui i consumatori si sentono rassicurati e si identificano. L’approccio diventa sempre più customer centric, quindi orientato all’ascolto dei bisogni e delle esigenze dei clienti finali.

Con le nuove regole sul distanziamento sociale e l’esplosione di piattaforme come i social media, quanto secondo te il nuovo format digitale potrebbe impattare sull’advertising tradizionale? Quanto cioè le aziende tenderanno ad abbandonare la classica pubblicità unidirezionale per abbracciare una adv interattiva e fully-digital?

La rivoluzione digitale ha già da tempo impattato sull’advertising tradizionale, dapprima sugli altri media, e lo sappiamo bene con la crisi dell’editoria, e in seguito sull’Out of Home. Oggi l’innovazione e la tecnologia viaggiano sul canale ad una velocità più spedita. Come Clear Channel stiamo attuando una trasformazione progressiva dei nostri impianti da tradizionali a digitali e il futuro vede un’adv fully digital perché più flessibile e modulabile, più interattivo e ingaggiante per gli utenti finali ma anche più misurabile nelle performance per gli advertiser.

Sempre in tema di nuovi format di adv in esterna, c’è qualche caso di successo che avete ospitato sui vostri impianti? Uno o più brand che hanno deciso di investire su campagne post-covid

I brand hanno ricominciato a pianificare con parsimonia. C’è un graduale ritorno alla normalità e questo è molto incoraggiante. I nostri clienti credono nell’Out of Home e nelle sue potenzialità, ma soprattutto credono in Clear Channel e hanno fiducia nel modo in cui operiamo. Stiamo ottenendo dei risultati superiori alle aspettative e al mercato. Tra i brand che hanno investito su campagne post-covid cito Barilla e Visa che, in controtendenza, hanno deciso di incrementare i loro investimenti andando on air subito dopo la fine del lockdown.

Per chi è appassionato di fantascienza, Blade Runner è un film che ha ammaliato il mondo anche per le sue grandi pubblicità futuristiche. Provando ad immaginare un ipotetico 2050, come vedi il futuro dell’out-of-home e della comunicazione dei brand in generale?

Se devo immaginare un futuro lo immagino fatto di una comunicazione ad personam che si modula esclusivamente in funzione dell’utente che riceve il messaggio e dove un’AI è in grado di comprendere, oltre alle tue abitudini d’acquisto e di navigazione, anche le tue esigenze, i tuoi desideri e magari i tuoi stati d’animo proponendoti ciò di cui hai “più bisogno” in quel momento e che più cattura la tua attenzione… non credo sarà necessario arrivare al 2050… siamo già molto vicini.

Grazie Florinda, ci ritroviamo nel digitale!

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