#DigitalCoffee è la nuova rubrica pensata per offrire uno spazio (virtuale) ai protagonisti della nuova digital economy, dai singoli professionisti all’universo di aziende e startup. Un format di brevi chiacchierate pensato per essere sintetico – il tempo di un caffè, magari lungo – che vuole affrontare i grandi temi dell’innovazione insieme a manager, esperti, makers. Perché nessuno meglio degli innovatori può raccontare l’innovazione che ci aspetta.

#DigitalCoffee è un esperimento sul nostro blog, ed ospiterà chiunque abbia voglia di chiacchierare con noi dei temi più disparati, dal lavoro alle nuove tecnologie. Il format è aperto a tutti, come al tavolino di un bar. Non ci sarà una data fissa di uscita, ma ci sarà una nuova puntata appena nascerà una nuova discussione interessante per i temi della digital economy.

In questa nuova puntata: Mauro Vecchio, Chief Marketing Officer di Datalytics, prende un caffè con Andrea Carobene, Head of Digital di United Risk Management.

Andrea, il tuo profilo LinkedIn dice di te: Head of Digital and Data Management, Head of Communication di United Risk Management. Chi è Andrea Carobene e come è arrivato a questa nostra chiacchierata in versione digitale…

Sono arrivato a questa chiacchierata navigando sul web, e scoprendo così il vostro caffè digitale, formula che mi è piaciuta molto. Credo infatti anch’io che la tecnologia debba e possa essere raccontata in maniera semplice, attorno a un caffè, senza farsi intimidire da parole difficili o da concetti apparentemente astrusi. Viviamo in un mondo tecnologico, e tutti noi possiamo ricavare il meglio da questa rivoluzione in corso. Così, se proprio devo definirmi, potrei dire che sono una persona curiosa, affascinata dalla scienza, ma che nel contempo ama le relazioni e i rapporti umani.

Mi ha colpito molto la tua esperienza in ambito giornalistico, dopo una laurea in fisica a Catania hai studiato anche filosofia a Milano e Napoli, teologia a Parigi. Tra i tuoi libri c’è un titolo molto curioso: “Diario di un monaco del XXI secolo. Fisico e certosino”. Come sei riuscito a coniugare gli studi in fisica con la teologia…

Il libro di cui parli mi sta effettivamente a cuore. In quel testo ho cercato di mostrare come molti temi della fisica contemporanea abbiano a che fare con caratteristiche proprie dell’uomo. Chi studia la fisica dei quanti o i fondamenti della matematica non può non provare un senso di stupore di fronte al mistero dell’infinito: e questo è un sentimento religioso o filosofico, comunque la si pensi. L’infinitamente piccolo o l’infinitamente grande sono degli specchi che attirano il nostro cuore e nei quali scopriamo contemporaneamente la nostra fragilità e la nostra grandezza di essere umani. Ho avuto la fortuna di poter studiare filosofia e fisica, ma la stessa esperienza di stupore, di meraviglia e di scoperta della profondità del cuore dell’uomo la sto vivendo ora, negli studi che sto facendo sull’intelligenza artificiale e sulle reti neurali.

Il 28 maggio parteciperai ad una tavola rotonda durante l’edizione online della Milano Digital Week, una iniziativa di U.lab per avere un confronto sui nuovi utilizzi degli spazi urbani tramite il dialogo tra reale e digitale. Che faccia avranno queste nuove “città aumentate”?

U.lab è il laboratorio sperimentale delle soluzioni urbanistiche di United S.p.A., il Gruppo di cui fa parte la mia Società United Risk Magement. U.lab per sua natura guarda al futuro, e studia e propone soluzioni per la città di domani, per la rigenerazione urbana, per il disegno di luoghi dove le persone possano vivere bene. Se un tempo l’accento era posto sulle smart cities, oggi l’esperienza del Covid-19 ha introdotto temi come la “città allargata”: luoghi capaci di integrare centro e periferia, magari attraverso la decentralizzazione di funzioni che vivificheranno nuovamente i borghi oggi abbandonati o le periferie che si andavano desertificando.

A proposito di smart cities, l’esplosione della pandemia ha tenuto milioni di persone in stato di lockdown. Con la riapertura graduale delle città ed il recupero della libertà di spostamento, quali sono le tecnologie che possono aiutare nell’individuare delle aree Covid-free? Ad esempio penso alla possibilità di trovare delle zone in cui (magari) far ripartire il settore degli spettacoli dal vivo…

Da tempo con U.lab e come Gruppo siamo impegnati nel settore della rigenerazione urbana, proponendo la rivitalizzazione delle aree abbandonate, che da sole costituiscono il 3% del territorio italiano. Occorre avere fantasia, immaginare soluzioni alternative, ed è per questo che ad esempio siamo stati tra i primi a proporre un elenco di aree dismesse da usare come drive-in o luoghi di spettacoli all’aperto.

19 AREE DI MILANO IDONEE PER SPETTACOLI ALL’APERTO COVID-FREE

Ma come fate a creare queste mappe? Ci puoi spiegare meglio la loro applicazione pratica?

Le mappe che elaboriamo sono frutto della lettura del territorio, dei piani urbanistici dei comuni, ma integrano anche indicatori economici, relativi alla mobilità, alla sicurezza o alla demografia dell’area. Inoltre, incrociamo questi indicatori con il sentiment delle persone che vi gravitano attorno analizzando i social con strumenti di sentiment analysis e studiando, attraverso la network analysis, le relazioni tra gli stakeholder. L’intelligenza artificiale aiuta a fornire una classificazione delle diverse aree sotto esame, permettendoci di suggerire soluzioni che emergono dalla lettura in parallelo di tutti gli indicatori proposti. Tecnicamente si tratta di applicare degli algoritmi di clusterizzazione non supervisionata: un processo che permette di evidenziare relazioni e connessioni che altrimenti rimarrebbero nascoste, aprendo così a nuove opportunità.

In United Risk Management avete trovato delle soluzioni procedurali e tecnologiche per la riapertura dei cantieri e rispondere all’emergenza Covid-19. Leggevo anche dell’uso dei droni per sanificare grandi superfici….

Abbiamo sfruttato l’esperienza di tutte le Società del Gruppo per proporre una serie concreta di procedure e servizi in grado di assicurare in tempi rapidi l’apertura dei cantieri che seguiamo, ma anche quella di negozi, uffici, o intere aree turistiche. Il nostro metodo comprende la definizione di procedure per il controllo degli accessi, la fornitura di dispositivi di protezione individuale, un uso spinto delle tecnologie così come la sanificazione e un monitoraggio chimico/biologico per verificarne l’efficacia nonché il dialogo continuo con enti locali e associazioni di riferimento. Tra le tecnologie proposte vi è l’uso dei droni per la sanificazione di aree aperte, come gli stadi, o di grandi spazi chiusi: soluzioni che possiamo già mettere in campo.  Inoltre, abbiamo messo a punto un servizio di audit che aiuta le aziende a implementare un processo di gestione per ridurre i rischi di infezione (COVID-19 compreso): un sistema che è propedeutico al possibile ottenimento della certificazione contro i rischi da infezione.

Sempre parlando di cantieri, so che in URM lavorate su progetti di intelligenza artificiale per automatizzare processi e fornitori. Addirittura usate la blockchain per notarizzare i viaggi dei camion, ad esempio quelli che trasportano rifiuti. Ci spieghi meglio?

Una delle missioni di URM è quella di ridurre il rischio del fermo cantiere tutelando i committenti dalle irregolarità che potrebbero essere commesse ad esempio da appaltatori o subappaltatori.  Il movimento terra è uno dei settori più delicati, ed è per questo che abbiamo messo a punto un sistema che, tramite GPS istallato da noi, segue istante per istante il percorso di tutti i camion che trasportano rifiuti in discarica per verificarne con precisione l’itinerario seguito e la corrispondenza con quanto dichiarato. Tutti questi viaggi, e si parla di decine e decine di migliaia di spostamenti, sono notarizzati su blockchain con un procedimento che garantisce, anche a distanza di anni, la data dello spostamento e il fatto che tutte le informazioni non sono mai state modificate. Con la nostra tecnologia possiamo inoltre documentare -anche a distanza di anni – con la massima precisione il “che cosa” è stato fatto in un’area di cantiere, il “chi” e il “quando”, con una trasparenza che è una garanzia di legalità unica.

Una domanda, anzi una visione. Ci puoi dare tre linee guida di quelle che secondo te saranno le smart cities del futuro?

L’intelligenza artificiale costituirà il governo delle città di domani permettendo di rispondere in tempo reale ai bisogni dei cittadini con risposte puntuali. I tre settori sui quali i benefici legati all’intelligenza artificiale saranno più evidenti sono sicuramente quelli relativi al governo della mobilità, alla gestione dell’energia e a quello dei servizi in generale, dai rifiuti all’acqua. Grazie all’IA l’impronta ecologica delle città diminuirà, e vi sarà spazio per soluzioni nuove come l’agricoltura urbana.

Secondo te in Italia come siamo messi in tema di applicazione di tecnologie di intelligenza artificiale, big data analysis e machine learning. Dico nello specifico per migliorare i servizi da enti ed aziende verso il cittadino. Ci sono degli “esempi virtuosi”?

Penso che anche la pubblica amministrazione stia scoprendo le potenzialità del machine learning e vi è una grande attenzione su questi temi. Come URM da un mese abbiamo attivato una collaborazione con Amat (L’Agenzia Mobilità Comune e Territorio del Comune di Milano) per applicare l’intelligenza artificiale allo studio dei modelli di traffico dell’area milanese. L’obiettivo della collaborazione è infatti quello di ricavare suggerimenti per migliorare l’efficacia delle azioni di governo del traffico attraverso l’analisi dei big data. Mi sembra un bellissimo segnale di come sia possibile valorizzare il patrimonio di dati che le amministrazioni pubbliche possiedono.

Andrea, grazie per questo caffè insieme. Ci vediamo nel digitale…

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