Datalytics Digital News è la rubrica settimanale che propone le principali notizie in ambito digital, social media e web marketing. Il recap curato dal nostro CMO Mauro Vecchio permette di fare il punto sugli eventi più significativi della settimana. Nella puntata di Digital & Marketing News del 29 Maggio 2020:

  • Trump vs Twitter, la guerra dei social
  • Cisco investe nella network intelligence
  • Amazon e le self-driving car?
  • Google Chrome bloccherà gli annunci non ottimizzati
  • Instagram testa Guides

Trump all’attacco di Twitter (e dei social) sul fact checking

Tutto ha inizio, manco a farlo apposta, con un tweet. A cinguettare non è un comune utente, ma l’account @realDonaldTrump, quello del Presidente degli Stati Uniti d’America. A dispetto di quanto dicono in molti – che Twitter è un social per persone mediamente più informate, progressiste e con un background culturale più pesante – Donald Trump ama Twitter e (forse, un pò) Twitter ama Donald Trump. Fino alla data del 26 Maggio 2020, quando il Presidente USA, che in genere twitta senza freni tutti i suoi pensieri, pubblica questo:

E poi questo…

Essendo fermamente convinto che le elezioni via posta rappresentino una frode, Trump ha liberamente espresso il suo pensiero. E Twitter ha liberamente consigliato ai suoi stessi utenti – tra cui gli 80 milioni di followers di @realDonaldTrump – di andarsi a leggere questo:

In sostanza, Twitter ha applicato due label ai tweet del Presidente Trump consigliando agli utenti di leggere un approfondimento dall’account @CNNPolitics, l’emittente non particolarmente famosa per aver mai elogiato l’operato presidenziale. L’account @TwitterSafety spiega meglio la posizione del social network del tecno-fringuello:

La reazione di Trump non si fa attendere molto, e decine di tweet dopo appare questo:

Quindi due problemi per Trump: il fatto che Twitter lo abbia bacchettato e “corretto”, o meglio invitato gli utenti a considerare il concetto stesso di fact checking, e il fatto che siano state linkate fonti fake come CNN o Washington Post, che non sono tra quelle preferite dal partito repubblicano.

A questo punto interviene il CEO di Twitter Jack Dorsey, principalmente per assumersi tutte le responsabilità del caso in qualità di Chief Executive Officer dell’azienda:

Ma Trump è ormai furioso ed accusa tutti i social media di voler silenziare le opinioni degli esponenti conservatori, successivamente annunciando la decisione di intervenire con vero e proprio ordine esecutivo presidenziale:

La vendetta di Trump si consuma con la firma apposta su un ordine esecutivo (l’equivalente di un decreto) che dovrebbe rendere più agevole perseguire per vie giudiziarie i social come Twitter e Facebook qualora assumano il ruolo di “moderatori” delle fake news, cancellando dei post o chiudendo degli account. In questo modo il decreto cerca di abbattere o di indebolire uno scudo legale che protegge i social media e le piattaforme online.

Nessuna paura da parte di Twitter, che a seguito della firma di Trump ha addirittura raddoppiato la dose, appiccicando su un altro suo tweet – a proposito della morte di George Floyd a Minneapolis – un’altra etichetta in cui viene sottolineato come lo stesso tweet risulti in violazione delle regole di Twitter sull’incitamento alla violenza. L’azienda di Jack Dorsey ha però preferito non cancellarlo perché “potenzialmente di interesse pubblico”.

Dopo la firma dell’ordine esecutivo, che si abbatte su tutti i social e non solo su Twitter, il CEO di Facebook Mark Zuckerberg ha pensato bene di intervenire: “Credo fortemente che Facebook non debba essere l’arbitro della verità di tutto ciò che la gente dice online – ha detto il CEO in un’intervista a Fox – Le società private, specialmente queste piattaforme, probabilmente non dovrebbero essere nella posizione di farlo”. Ma poco dopo aggiunge: “In generale penso che la scelta di un governo di censurare una piattaforma perché è preoccupato della sua censura non sia la giusta reazione“.

Risponde Dorsey: “I tweet di Trump potrebbero indurre le persone a pensare erroneamente che non è necessario registrarsi per ottenere una scheda elettorale. Segnalare le informazioni errate non ci rende un arbitro della verità”.

In questa puntata abbiamo deciso di dare più spazio alla notizia Trump vs Twitter che sta facendo il giro del mondo e potrebbe avere pesanti ripercussioni sulle modalità di gestione delle piattaforme social. Le notizie successive sono perciò pubblicate in formato leggermente ridotto…

Cisco compra ThousandEyes

Cisco annuncia l’acquisizione di ThousandEyes, l’azienda fondata nel 2010 e specializzata nella fornitura di soluzioni di network intelligence con un portafoglio clienti di tutto rispetto, da Microsoft a Mastercard. La notizia ancora non è confermata in via ufficiale, ma la stampa USA ha già quantificato in 1 miliardo di dollari il valore della nuova acquisizione. Al momento ThousandEyes conta circa 400 dipendenti impegnati nella realizzazione e commercializzazione di un software cloud che analizza le performance delle reti individuando con prontezza eventuali anomalie e laddove è necessario intervenire.

Amazon investe nelle self-driving car?

Amazon punta anche il settore automotive: stando alle indiscrezioni pubblicate dal Wall Street Journal, il gigante guidato da Jeff Bezos vorrebbe acquisire Zoox, azienda attiva nello sviluppo di sistemi per le auto che si guidano da sole. L’entità dell’investimento economico messo sul piatto da Amazon dovrebbe essere inferiore ai 3,2 miliardi di dollari della valutazione di Zoox risalente al 2018. Fondata nel 2014, l’azienda è specializzata nella realizzazione di un apparato hardware e software per la guida autonoma da destinare a veicoli elettrici per il trasporto pubblico, richiamabili dai passeggeri in modo molto semplice attraverso un’applicazione mobile.

Google Chrome blocca gli annunci non ottimizzati

Essendo stato sviluppato per essere un browser veloce e reattivo, Google Chrome bloccherà una piccola percentuale di quegli annunci pubblicitari che consumano una quota sproporzionata di risorse del dispositivo, come la batteria o i dati sulla rete, senza che l’utente ne sia a conoscenza. Google fa l’esempio di ads che minano le criptovalute, che sono programmati male o che non sono ottimizzati per l’utilizzo sulla rete: questi annunci pubblicitari possono ridurre la durata della batteria, saturare reti già sotto sforzo e costare dei soldi. Alla luce di questo, al fine di preservare le batterie e i piani dati degli utenti e offrire loro una user experience soddisfacente sul web, Google Chrome limiterà le risorse che un annuncio pubblicitario può utilizzare prima che l’utente interagisca con esso.

Gli inserzionisti potranno verificare l’impatto di questo intervento sui loro annunci mediante i report che indicano quali ads sono stati rimossi da Chrome.

Instagram lancia la nuova funzione Guides

Instagram ha lanciato una nuova funzione chiamata Guides, che consente ai creatori di curare contenuti di una certa categoria in un’unica posizione. Le prime categorie sono relative a contenuti sul benessere, in risposta alla diffusione pandemica di COVID-19. Le Guide su Instagram sono posizionate nei profili abilitati in una tab esclusiva separata da tutto il resto dove si trovano solo post o contenuti che riportano suggerimenticonsigli e commenti su un determinato argomento. Le foto, le gallerie e i video collegati nelle Guide possono provenire dal profilo dell’utente o dai profili di altri creatori su Instagram: toccando una foto o un video in una Guida si accede al post originale. E, naturalmente, le Guide possono essere condivise sia attraverso le Storie di Instagram sia tramite messaggi diretti ad altri utenti del servizio. Il team di sviluppo ha scritto sul blog ufficiale che nei prossimi giorni le prime Guide cominceranno ad apparire anche nella scheda Esplora.

E’ tutto per questa puntata di Datalytics Digital & Marketing News: restate aggiornati iscrivendovi alla nostra newsletter!

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