Datalytics Digital News è la rubrica settimanale che propone le principali notizie in ambito digital, social media e web marketing. Il recap curato dagli editor di Datalytics permette di fare il punto sugli eventi più significativi della settimana. Nella puntata di Digital & Marketing News del 03 Luglio 2020:

  • UE, l’antitrust studia Google e Fitbit
  • GoDaddy analizza le PMI durante il lockdown
  • Facebook premia le notizie originali
  • Uber si compra Postmates?
  • Microsoft stoppa l’adv social

L’antitrust europea sul matrimonio Google-Fitbit

Nello scorso novembre l’acquisizione di Fitbit annunciata da Google era finita nel mirino della privacy, precisamente del EDPB (European Data Protection Board). L’accordo di acquisizione del valore di oltre 2 miliardi di dollari finisce ora sotto la lente d’ingrandimento dell’antitrust europeo, in particolare sulle possibili ricadute che interessano il mercato e gli altri produttori di dispositivi indossabili, gli sviluppatori delle applicazioni e i provider che offrono servizi legati al settore sanitario. L’antitrust europeo vuole anche vederci chiaro sulle modalità con cui l’affare potrà rafforzare ulteriormente la leadership del gruppo di Mountain View nel territorio dei motori di ricerca e in quello dell’advertising.

Come è noto, Fitbit include dei sistemi di fitness tracker, in grado di rilevare e raccogliere diversi dati biometrici come la frequenza cardiaca, la distanza percorsa, le calorie bruciate o la qualità del sonno. Un pronunciamento è atteso da parte della Commissione Europea entro il 20 Luglio.

GoDaddy, l’analisi sulle PMI durante il lockdown

GoDaddy pubblica la ricerca denominata “Trasformazione digitale durante il lockdown: le micro imprese italiane“, che dipinge la situazione delle piccole e medie imprese italiane alle prese con il Covid-19.

La ricerca di canali alternativi è avvenuta nonostante il basso livello di digitalizzazione delle micro imprese in Italia attive nei settori di commercio al dettaglio, ristorazione e studi professionali. Per queste micro imprese il primo passo per la digitalizzazione è rappresentato dall’apertura di un sito web: tuttavia, solo il 41% riesce ad utilizzare un sito “vetrina” in maniera funzionale e a renderlo rilevabile tramite i motori di ricerca. Di queste, solo il 27% riesce ad attrarre volumi di traffico rilevanti sul proprio sito web, registrando più di 500 visite al mese.

Le più reattive in questo ambito sono state le micro imprese della ristorazione: per promuovere prodotti e raccogliere gli ordini il 23% si è organizzata con WhatsApp, il 14% con un canale di ecommerce, il 9% tramite Social Media. A livello geografico, le micro imprese più impegnate nella “corsa alla digitalizzazione” durante l’emergenza sono state quelle del Centro (21%), seguite dal Sud (16%) e infine dal Nord (11%). Tuttavia, sottolinea GoDaddy, le aziende di Centro e Nord del Paese presentavano già pre-Covid una maggiore presenza di servizi di vendita digitali, rispettivamente il 35% e 31%, rispetto al 21% del Sud.

Dall’analisi emerge infatti come l’80% delle micro imprese avesse già una pagina Facebook e il 45% un profilo Instagram nei mesi antecedenti l’emergenza sanitaria. In particolare le micro aziende che si occupano di ristorazione nell’85% dei casi era già su Facebook e nel 53% su Instagram.

Facebook premia le fonti originali di notizie

Facebook annuncia una novità per il suo News Feed: d’ora in poi verranno premiate con una maggiore esposizione al pubblico le fonti originali delle notizie così come quelle che sono trasparenti a proposito degli autori che se ne occupano.

Per individuare la fonte originale delle notizie la piattaforma farà leva sulle potenzialità dell’intelligenza artificiale, delegando agli algoritmi il compito di risalire al sito o al post che per primo si è occupato di un argomento o di un fatto. La volontà è quella di favorire in questo modo la consultazione di articoli e interventi il più possibile obiettivi e autorevoli, penalizzando invece quelli distorti da opinioni e reinterpretazioni.

Uber all’assalto del food delivery con Postmates

Uber sarebbe pronta all’acquisizione di Postmates, azienda statunitense fondata nel 2011 e attiva sul mercato del food delivery. Secondo le indiscrezioni lanciate dal New York Times, il colosso del ride sharing potrebbe aver concentrato la propria attenzione sull’azienda dopo aver visto sfumare la possibilità di allungare le mani su Grubhub, oggetto di una trattativa non andata a buon fine e passata nelle scorse settimane sotto il controllo del concorrente Just Eat Takeaway.

Non è stata resa nota l’entità dell’investimento economico messo sul piatto da Uber per giungere alla stretta di mano, ma l’annuncio potrebbe essere ormai vicino.

Microsoft: stop alla pubblicità sui social

Microsoft sospende i propri investimenti pubblicitari su Facebook ed Instagram, in particolare per le campagne di advertising destinate agli Stati Uniti. La volontà di BigM è quella di non affiancare il nome del brand a contenuti ritenuti inappropriati come incitamento dall’odio, pornografia e terrorismo.

Sulla base di preoccupazioni che abbiamo manifestato in maggio, abbiamo sospeso tutta la spesa su Facebook e Instagram negli Stati Uniti, facendo poi lo stesso a livello mondiale.

Microsoft sostiene che non tornerà a spendere in adv social prima di almeno due mesi, in attesa di ricevere notizie confortanti sull’adozione di nuove policy e regole in tema di contenuti.

La decisione di Microsoft non ha però nulla a che fare con la campagna Stop Hate for Profit finalizzata a boicottare l’advertising su Facebook che in questi giorni sta ampliando la propria portata dagli Stati Uniti a un livello globale, coinvolgendo tra gli altri brand del calibro di Coca-Cola, Unilever, Verizon, Starbucks e The North Face.

La nostra esperienza ci dice che il modo più efficace per innescare un cambiamento di lungo termine sia attraverso il dialogo diretto e la collaborazione con i nostri media partner, anche se si tratta di fermare i dollari destinati al marketing. Abbiamo anche imparato che questo non aiuta i nostri clienti, i nostri partner o Microsoft a pubblicizzare la nostra strategia di spesa sui media, ma contribuisce a lavorare direttamente con i partner per un cambiamento positivo.

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