Datalytics Digital & Marketing News è la rubrica settimanale che propone le principali notizie in ambito digital, social media e web marketing. Il recap curato dagli editor di Datalytics permette di fare il punto sugli eventi più significativi della settimana. Nella puntata di Digital & Marketing News del 15 Aprile 2020:

  • YouTube contro i complotti virali
  • Google Maps verifica le consegne a domicilio
  • Facebook e l’app di coppia
  • Spotify lancia AD Studio
  • I giorni neri di Zoom
  • Apple e Google contro il COVID-19

YouTube elimina i fake content sul complotto 5G

YouTube ha annunciato che ridurrà la visibilità di video complottisti che collegano la diffusione del Coronavirus all’attivazione delle reti 5G. La decisione della piattaforma di proprietà di Google è stata comunicata al quotidiano The Guardian, dopo che nel Regno Unito diverse torri 5G sono state incendiate e i lavoratori delle telco presi di mira e insultati. Per evitare un’escalation, YouTube ha dichiarato che agirà contro quei video che violano le sue politiche: tra le opzioni in campo la rimozione del contenuto e altre misure per limitarne la visibilità. Altri video “cospiratori” riguardo le reti 5G, che non menzionano il Coronavirus, non saranno cancellati, ma trattandosi di contenuti “borderline” (al limite tra fake news e diritto alla libertà di espressione) potrebbero non essere monetizzabili o verranno rimossi dai consigli e dalla ricerca, una mossa che secondo YouTube riduce la visibilità dei video fino al 70%.

“Abbiamo politiche chiare che vietano i video che promuovono metodi non comprovati dal punto di vista medico per prevenire il Coronavirus e rimuoviamo rapidamente i video che violano queste politiche quando ci vengono segnalati. Abbiamo inoltre iniziato a ridurre i suggerimenti di contenuti borderline come le teorie cospiratorie legate al 5G e al Coronavirus, che potrebbero disinformare gli utenti i modi pericolosi. Continueremo a valutare l’impatto di questi video sulla comunità del Regno Unito e non vediamo l’ora di continuare il nostro lavoro con il governo del Regno Unito e il servizio sanitario nazionale al fine di mantenere il pubblico britannico al sicuro e informato in questo momento difficile”

Google Maps e la funzione per la verifica di consegna

Google Maps si aggiorna: poco dopo il suo quindicesimo compleanno, il popolare sistema di navigazione del colosso di Mountain View ha integrato tra i suoi servizi due nuovi tasti che consentono agli utenti di trovare più facilmente i ristoranti con servizio a domicilio o d’asporto. La nuova funzione, in distribuzione sia sugli smartphone con sistema operativo Android che iOS, rientra in un piano più ampio finalizzato ad andare incontro alle necessità degli utenti di molti paesi del mondo, costretti a rimanere confinati all’interno delle proprie abitazioni, come raccomandato dalle misure restrittive entrate in vigore per cercare di arginare la diffusione del coronavirus.

I due nuovi pulsanti sono posizionati in alto nell’interfaccia utente, esattamente al posto delle precedenti voci “Casa” e “Lavoro”. La nuova voce “Asporto” permette agli utenti di visualizzare un elenco di locali nelle vicinanze che offrono questo servizio. Tramite la voce “A domicilio”, invece, è possibile consultare i ristoranti che prevedono la consegna a domicilio, avendo un accesso diretto ai menù dove possibile. Entrambi i nuovi strumenti consentono di visualizzare anche l’orario di apertura dei ristoranti.

Facebook Tuned, l’app per le coppie

Dopo Dating, l’app per innamorarsi, arriva Tuned, l’app per i già innamorati. Il nuovo progetto del gruppo “New Product Sperimentation” di Facebook è una nuova app – al momento solo per iPhone e iPad – che cerca di mettere a disposizione di ogni coppia uno spazio privato con una chat e la possibilità di condividere qualsiasi cosa, come foto, video e anche musica (su Spotify). L’app incoraggia le coppie a condividere messaggi, note, carte, memo vocali, foto e canzoni, con il fine ultimo di creare nel tempo una sorta di “album digitale” con tutti i passi importanti della coppia. Come si legge sulla descrizione presente su App Store, Tuned offre:

“Uno spazio privato in cui tu e il tuo partner potete semplicemente essere voi stessi. Potete essere sdolcinati, eccentrici e stupidi, come quando siete insieme, anche nei momenti in cui vi trovate lontani gli uni dagli altri. Esprimete creativamente il vostro amore, condividete il vostro umore, scambiate la musica e costruite un album digitale dei vostri momenti speciali”.

Facebook Tuned è gratuita e può essere utilizzata inserendo il numero di telefono, e non l’account Facebook. L’app è stata rilasciata con un marchio separato “per aiutare a stabilire le aspettative appropriate visto che le app NPE possono cambiare molto rapidamente e potrebbero essere chiuse se non si rivelano utili alle persone”, almeno in base a quanto affermato dalla stessa compagnia. Il download di Tuned è al momento possibile su App Store, anche se al momento solo negli USA.

Spotify lancia la beta di AD Studio in Italia

Spotify annuncia l’espansione globale della sua piattaforma pubblicitaria self-service Ad Studio, ora disponibile anche in Italia in versione “Beta”. Lanciata nel 2017 e finora riservata ai clienti di Australia, Canada, Regno Unito e Stati Uniti, Ad Studio è la soluzione sviluppata da Spotify per permettere al maggior numero di aziende di raggiungere facilmente e velocemente gli ascoltatori della piattaforma di streaming attraverso annunci audio, curando nello stesso tempo il budget. Grazie a Ad Studio, infatti, gli inserzionisti di tutto il mondo possono caricare uno script e Spotify fornirà in circa un’ora (fino ad un massimo di 48 ore) un annuncio audio interamente prodotto con musica di sottofondo e voiceover a scelta.


Ora disponibile in 22 mercati nel mondo, Spotify annuncia inoltre una serie di novità nelle funzionalità messe a disposizione degli inserzionisti. La prima è l’espansione della suite di targeting real time basati sugli interessi musicali e sullo streaming dei podcast, compreso il targeting degli ascoltatori di podcast aziendali recentemente aggiunto. Inoltre, anche gli strumenti di geo-targeting sono ulteriormente migliorati. Infine, su Ad Studio arrivano una serie di nuove call-to-action oltre alla funzione “Per saperne di più”. Gli inserzionisti possono ora scegliere tra 13 diverse call to action, come “Condividi”, “Ottieni il coupon” o “Compra Ora”, in modo che si possa rispecchiare al meglio la creatività e gli obiettivi.

“Dal lancio di Ad Studio nel 2017, abbiamo fornito a tutte le aziende, di ogni dimensione, un modo per acquistare e creare pubblicità audio che fosse ricca e mirata sulla nostra piattaforma, in una maniera accessibile e a costi contenuti. Finita la nostra fase beta, continueremo a migliorare la nostra offerta con maggiori capacità, fornendo un toolkit unico che permetterà alle aziende di raggiungere la nostra audience”.

Nell’ultimo anno, fa sapere Spotify, Ad Studio ha visto un incremento del 68% degli inserzionisti attivi mensili e il numero di annunci creati sulla piattaforma è quasi raddoppiato.

Zoom, tra dark web e blocco cinese

Continua il periodo nero per Zoom: le credenziali di oltre 500K account sono finite sul Dark Web, a cifre di vendita molto basse ed alcune accessibili liberamente. Secondo il sito Bleeping Computer, le credenziali finite sul mercato nero di Internet sono quelle relative agli utenti che hanno utilizzato la stessa coppia login – password già sottratta in precedenti violazioni della privacy. Stando a quanto riporta il team di cybersecurity Cyble, l’operazione avrebbe avuto inizio ad aprile 2020. Lo stesso team si è messo in contatto con i venditori per acquistare le password in blocco, riuscendo a mettere le mani su circa 530K account per un valore di circa 1K dollari.

Zoom ha poi comunicato che, a partire dal 18 aprile, gli utenti abbonati al servizio a pagamento potranno scegliere le regioni dei data center a cui si connetteranno. Per gli utenti gratuiti, la piattaforma ha promesso che nessuna chiamata passerà dai server cinesi (a parte i residenti).

Apple e Google unite contro il virus

Apple e Google uniranno gli sforzi per combattere il contagio da Covid-19: in una prima fase verranno rilasciate librerie per rendere più facile il dialogo tra le app di tracciamento, ma in una seconda fase il sistema di contact tracing sarà integrato in Android e iOS. I due giganti statunitensi hanno annunciato che inizieranno a lavorare insieme per facilitare l’inter-operabilità della tecnologia bluetooth tra le due piattaforme.

“Gli sviluppatori software stanno dando il proprio contributo creando strumenti tecnologici che possano servire a combattere il virus e salvare vite umane. In linea con questo spirito di collaborazione, Apple e Google hanno annunciato che lavoreranno insieme con l’obiettivo di rendere possibile l’utilizzo della tecnologia Bluetooth per aiutare governi e autorità sanitarie a contenere i contagi, nel pieno rispetto della sicurezza e della privacy degli utenti”

Apple e Google “svilupperanno una soluzione completa che include interfacce di programmazione app (API) e tecnologie a livello di sistema operativo per favorire l’attivazione del tracciamento dei contatti”. E’ una vera e propria corsa contro il tempo, e proprio per questo motivo l’implementazione arriverà in due fasi e in tutti i casi sarà assicurata la privacy dell’utente: a maggio verranno rilasciate per iOS e per Android le API per consentire l’interoperabilità fra i dispositivi Android e iOS delle applicazioni sviluppate secondo le indicazioni delle autorità sanitarie.

In una seconda fase Apple e Google “lavoreranno per rendere disponibile una più ampia piattaforma di contact tracing basata su Bluetooth, integrando questa funzionalità nei sistemi operativi”. Le due aziende assicurano che il tracciamento sarà sempre su base volontaria, ma è evidente che una scelta simile permetterebbe l’abbattimento delle barriere, senza varie app nazionali che potrebbero non parlare tra di loro.

“La promessa è di avere privacy e trasparenza, quindi tutte le informazioni legate a questo lavoro saranno disponibili pubblicamente, in modo che tutti possano analizzarle. Sia le bozze della documentazione tecnica, sia le specifiche per il bluetooth e la crittografia e documentazione sul framework.

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