Datalytics Digital & Marketing News è la rubrica settimanale che propone le principali notizie in ambito digital, social media e web marketing. Il recap curato dagli editor di Datalytics permette di fare il punto sugli eventi più significativi della settimana. Nella puntata di Digital & Marketing News del 30 Aprile 2020:

  • Facebook lancia le Messenger Rooms
  • Apple e Google rilasciano le prime API del tracciamento
  • Il coronavirus non ferma i giganti tech
  • Giro di vite su Telegram
  • La pandemia fa volare Spotify
  • Il cinema si attacca al Tubo

Facebook, arrivano le Messenger Rooms

Altra novità dal mondo Facebook che lancia il nuovo servizio Messenger Rooms per le videochiamate di gruppo fino a 50 utenti contemporaneamente. Un rilascio anticipato e piuttosto prevedibile, dato il perdurare della pandemia in tutto il mondo che sta facendo letteralmente esplodere il live streaming. Secondo i dati in possesso della stessa Facebook, nell’ultimo periodo sarebbero oltre 700 milioni gli account che ogni giorno sono coinvolti in video call, per motivi di lavoro o di ricongiungimento (virtuale) familiare.

La nuova piattaforma del gruppo – disponibile già da qualche giorno in Italia in versione di test – consente agli utenti di creare delle stanze virtuali che possono ospitare fino a 50 persone connesse contemporaneamente. L’accesso può essere effettuato sia da desktop che da mobile, a prescindere che si abbia o meno un account Facebook e senza dover scaricare alcun componente aggiuntivo. «Puoi creare la tua stanza virtuale non solo per riunioni sul momento ma anche per quelle programmate nel futuro. E gli inviti potranno essere esser spediti a tutti con un semplice link, anche a chi non ha un account», ha spiegato Facebook.

L’app è un grido di guerra alle app come HouseParty e Zoom, soprattutto perché Facebook ha deciso di introdurre le nuove stanze anche su Instagram, WhatsApp e Portal, in pratica per creare una gigantesca piattaforma unificata da oltre 3 miliardi di utenti nel mondo (stando agli ultimi dati diramati dalla stessa Facebook), ovvero due terzi della popolazione mondiale connessa ad Internet.

Quanto alla questione privacy, Facebook ha sottolineato che chiunque crei la stanza può controllare chi può unirsi alla videochiamata, vietandone l’ingresso all’occorrenza, mentre tutti possono effettuare segnalazioni o inviare un feedback per eventuali violazioni degli standard della community. Una chiara frecciata all’app Zoom, che nelle scorse settimane ha dovuto affrontare non pochi problemi legati proprio alla sicurezza della piattaforma. Che poi, per qualcuno, è come il famoso bue…

Apple e Google rilasciano le prime API del contact tracing

Dopo averlo annunciato nelle scorse settimane, Apple e Google sono pronte per le prime applicazioni per l’app di contact tracing per fronteggiare l’emergenza coronavirus. I due giganti californiani hanno così annunciato che forniranno i primi seed per la “notifica delle esposizioni”, la formula adoperata per indicare l’attività di segnalazione di un contatto potenzialmente a rischio, ad alcuni sviluppatori selezionati e incaricati dalle autorità sanitarie di vari paesi. L’obiettivo è quello di aiutare i developers a iniziare i test in previsione del rilascio delle API a metà maggio, oltre che ricevere feedback per migliorarle.

Apple ha così distribuito la prima versione beta di Xcode 11.5, versione preliminare degli strumenti per sviluppatori di Apple contenente una nuova versione dell’SDK per iOS che incorpora l’API di notifica delle esposizioni. Inoltre, Apple sta rilasciando la versione Beta 3 di iOS 13.5, la prima versione pre-release di iOS che contiene il codice necessario per eseguire le app create utilizzando l’API di notifica delle esposizioni. Allo stesso modo, Google ha distribuito privatamente ad alcuni sviluppatori selezionati – che possono iniziare il test usando Android Developer Studio – la Beta dell’aggiornamento di Google Play Services con l’API di notifica delle esposizioni e l’Sdk collegato.

Venerdì, entrambe le società pubblicheranno informazioni aggiuntive tra cui un campione del codice per aiutare gli sviluppatori a capire come funzionerà il sistema di notifica delle esposizioni, oltre a criteri specifici per lo sviluppo delle app. Altri sviluppatori verranno aggiunti nel corso della fase di test. Una volta aggiornati, i documenti delle specifiche più recenti saranno disponibili per Apple e per Google. Tutti i documenti contengono la cronologia delle revisioni per facilità di consultazione.

Tesla, Facebook e Microsoft volano sulla pandemia

I giganti della tecnologia sembrano reggere, almeno per il momento, la crisi da COVID-19, facendo registrare risultati (forse) sorprendenti nel primo trimestre 2020. Un’infusione di ottimismo per il futuro, al di là delle incertezze di mercati ed investitori sull’impatto della pandemia sul business mondiale.

Partiamo da Facebook. I profitti del gruppo capitanato da Mark Zuckerberg hanno in realtà leggermente deluso, 4,9 miliardi pari a 1,71 dollari per azione contro gli 1,75 attesi. Gli utili sono però raddoppiati rispetto all’anno scorso, quando era stati erosi da oneri legati a multe multimiliardarie delle autorità federali americane per violazioni della privacy. E così il social network in blu ha riportato un incremento del 18% delle entrate, a 17,74 miliardi di dollari, contro i 17,41 previsti. L’esercito complessivo dei suoi utenti mensili, attraverso tutti i servizi e piattaforme che comprendono Instagram, Messenger e WhatsApp, è salito a 2,99 miliardi da 2,89 miliardi. Una crescita degli utenti è stata riportata sia in Nordamerica che in Europa. Gli utenti medi quotidiani nella sua piattaforma omonima e cruciale, Facebook, sono saliti dell’11% a 1,73 miliardi.

Passiamo a Microsoft. I profitti trimestrali sono aumentati del 22% e hanno superato i dieci miliardi, raggiungendo i 10,75 miliardi, pari a 1,40 dollari per azione contro gli 1,27 dollari attesi. Il giro d’affari e’ lievitato del 15% a 35 miliardi, sopra i 33,76 miliardi pronosticati. Il segmento di Intelligent Cloud, in particolare, ha visto le entrate salire del 27,2% a 12,28 miliardi e battere previsioni ferme a 11,79 miliardi. Azure, il cuore dei servizi cloud, ha riportato un aumento del 59 per cento.

Infine Tesla, che ha fatto registrare profitti per 16 milioni di dollari, il terzo trimestre consecutivo in attivo. Gli utili per azione sono stati di 1,24 dollari per azione escluse voci straordinarie, smentendo gli analisti che temevano perdite di 36 centesimi per azione. Le entrate sono state di 5,99 miliardi, rispetto a 4,54 miliardi un anno fa e ai 5,90 miliardi attesi dal mercato. L’azienda di Elon Musk ha tuttavia riportato un cash flow negativo per ben 895 milioni. Tesla ha inoltre fatto sapere la sua guidance di breve periodo è oggi “sospesa”. L’azienda ha attualmente la produzione ferma o molto ridotta in più impianti, un fattore che dovrebbe farsi sentire nei conti del secondo trimestre. Le operazioni nel suo stabilimento di Shanghai stanno però procedendo, ha affermato, meglio del previsto, con una produzione settimanale di Model 3, la sua vettura di massa, che dovrebbe raggiungere le 4.000 unità a metà anno. Questo è bastato al mercato per sostenere il titolo.

Telegram tra pirati e revenge porn

La procura di Bari ha disposto il sequestro preventivo di alcuni canali Telegram che mettevano a disposizione dei suoi iscritti numerose copie di giornali e riviste in formato PDF. Stando alle prime indiscrezioni trapelate, il sequestro interessa circa una ventina di gruppi presenti ed attivi nell’app di messaggistica per il rilascio di giornali, riviste, ma anche libri. L’operazione rientra nella guerra dichiarata a Telegram dalla Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG), che aveva già quantificato in circa 700mila euro il danno arrecato dai gruppi all’interno sistema economico editoriale. Se la FIEG aveva chiesto addirittura il blocco totale di Telegram in Italia – decisamente fantascientifico – la procura di Bari ha però introdotto una novità nella sfida, affermando che la stessa Telegram “non ha mai voluto collaborare all’identificazione e spegnimento dei canali pirata aperti. Al contrario si è sempre spesa per far perdere le tracce dell’origine illecita”.

Sempre su Telegram, la polizia postale ha denunciato gli amministratori di tre canali denominati La Bibbia 5.0, Il Vangelo del Pelo e Stupro tua sorella 2.0. I canali vantavano migliaia di iscritti e facevano girare foto offensive, video hard e soprattutto materiale ascrivibile al revenge porn, utile per colpire anche personaggi dello spettacolo come la conduttrice Sky Diletta Leotta. Uno degli amministratori denunciati è un 29enne di Bergamo, attualmente indagato anche per aver praticato revenge porn nei confronti della sua ex-compagna.

Tra i tre denunciati c’è anche un 17enne, che risultava amministratore di uno dei canali. Il minorenne, mettendo in vendita alcune immagini pornografiche, era riuscito a raccogliere 5.000 euro. Un altro denunciato è un 35enne della provincia di Nuoro che è stato pizzicato al «lavoro» su Telegram dagli agenti della polizia postale durante l’accesso alla sua abitazione. A consentire agli investigatori di risalire ai canali diffamatori sono stati anche diversi personaggi del mondo dello spettacolo, che hanno deciso di esporsi in prima persona per dimostrare l’importanza di denunciare questo tipo di fatti.

La sinfonia trimestrale di Spotify

Nonostante l’emergenza coronavirus, Spotify suona bene nel primo trimestre del 2020. La nota piattaforma di streaming musicale ha registrato un boom di iscritti, raggiungendo 286 milioni di utenti attivi mensili, di cui 130 milioni utenti premium. Rispetto ai dati dell’ultimo trimestre del 2019 c’è stato dunque un ulteriore incremento: al 31 dicembre 2019, gli utenti attivi mensili erano 271 milioni, e gli utenti premium 124 milioni, con ottime performance in Europa. Anche dal punto di vista finanziario i risultati sono stati migliori delle previsioni degli analisti, con ricavi pari a 1,848 miliardi di euro rispetto ai 1,71 miliardi previsti.

Ovviamente i buon risultati sono principalmente da giustificare con le nuove abitudini di consumo multi-mediale da quarantena, che ha già fatto schizzare in orbita piattaforme come Netflix. A dimostrazione, l’utilizzo in auto di Spotify è diminuito, a fronte di un +50% per l’uso su TV e console da gioco.

Festival del cinema uniti su YouTube

I festival cinematografici di tutto il mondo si stanno unendo sotto il nome di We Are One: A Global Film Festival. Un grande evento su YouTube voluto da Tribeca Enterprises, la piattaforma fondata nel 2003 da Robert De Niro e Jane Rosenthal che produce l’omonimo Tribeca Film Festival. La manifestazione sarà in formato digitale e si terrà dal 29 maggio al 7 giugno, riunendo le più celebri manifestazioni dedicate alla settima arte, dalla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia al Festival di Cannes, di Berlino, il Tribeca Film Festival, il Toronto International Film Festival, Sundance Film Festival e altri ancora. Ogni organizzazione starebbe quindi lavorando a mettere a disposizione film, corti, documentari e tavole rotonde per il pubblico virtuale, anche se dovrebbero essere esclusi i film di cartello.

“Spesso si parla del potere unificante dei film e del ruolo che hanno nell’ispirare le persone ovunque oltre che come aiuto a curare il mondo. Ora tutto il mondo ha bisogno di essere curato. We Are One: A Global Film Festival unisce artisti, scrittori, curatori per intrattenere e offrire sollievo ad una platea globale. Attraverso la collaborazione con i nostri partner e YouTube speriamo di offrire un assaggio di ciò che rende ogni festival così unico oltre che far apprezzare l’arte e il potere dei film».

We Are One: A Global Film Festival avvierà anche una raccolta fondi con cui sostenere l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per la lotta a Covid-19

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