Datalytics Digital & Marketing News è la rubrica settimanale che propone le principali notizie in ambito digital, social media e web marketing. Il recap curato dagli editor di Datalytics permette di fare il punto sugli eventi più significativi della settimana. Nella puntata di Digital & Marketing News del 1 Aprile 2020:

  • L’ombra della privacy su Zoom
  • Coronavirus e nuove truffe online
  • Instagram e i nuovi post da guardare insieme
  • Lo streaming degradato dal COVID-19
  • Twitter e Facebook contro Bolsonaro
  • Il virus ferma l’acquisizione Xerox-HP

Polemiche sull’app spiona di Zoom

Una delle conseguenze dirette della diffusione del nuovo coronavirus è l’improvvisa esplosione dei tool di telelavoro e video conferenze. Uno di questi è Zoom, che alla fine dello scorso gennaio aveva un valore azionario di circa 70 dollari, prima di sfiorare quota 160 dollari a marzo. La popolarità di Zoom è dunque esplosa, soprattutto in ambito scolastico dal momento che gli insegnanti lo hanno trovato particolarmente utile per le video lezioni. La rivista digitale Vice ha però pubblicato un contenuto che è stato come una doccia fredda per il tool californiano: l’app iOS di Zoom invierebbe alcuni dati personali degli utenti a Facebook, anche se l’utente stesso non ha nemmeno un account sul social network di Mark Zuckerberg.

Stando all’articolo apparso su Vice, il motivo del trasferimento di dati starebbe nel fatto che l’app iOS include il Facebook Sdk, il quale tratta allo stesso modo sia coloro che hanno un account sia coloro che non ce l’hanno. Le stesse condizioni d’uso del Facebook Sdk indicano chiaramente che, chi ne fa uso, deve informare gli utenti, ma non c’è alcuna traccia di ciò nelle condizioni d’uso iOS Zoom. Tra le informazioni che Zoom spedirebbe: il momento esatto dell’apertura dell’app, i dettagli sul dispositivo adoperato, il fuso orario dell’utente, la città in cui si trova, l’operatore telefonico e un identificatore univoco destinato all’uso da parte delle campagne pubblicitarie.

“Inizialmente abbiamo implementato la funzione Accedi con Facebook utilizzando l’Sdk di Facebook per fornire ai nostri utenti un altro modo conveniente per accedere alla nostra piattaforma – ha successivamente dichiarato Zoom in un comunicato – Tuttavia, recentemente ci siamo resi conto che l’Sdk di Facebook stava raccogliendo dati inutili sul dispositivo”. Zoom ha così eliminato l’Sdk dall’app iOS, ma potrebbe non bastare: una causa per violazione della privacy è stata depositata presso un tribunale di San José, in California.

COVID-19, proliferano le truffe online

L’allarme è stato lanciato da Europol: ai tempi del Coronavirus, i cybercriminali hanno trovato nuovi margini d’azione e nuove vulnerabilità, aumentando la propria attività a livello mondiale. Le attività legate al cybercrimine hanno preso di mira (inevitabilmente) la ricerca degli utenti di beni e servizi sanitari, così come il lavoro da casa e l’ossessione per il cosiddetto social distancing. Alcuni esempi hanno portato infatti ad attacchi nel settore ospedaliero dove gli operatori stanno lavorando a ritmi forsennati e dunque non hanno il tempo di controllare bene che tipo di email si trovano ad aprire o a come gestiscono le proprie password.

In particolare è stato registrato un aumento quasi vertiginoso del phishing, che risulta perfetto in un momento di caos dove gli utenti possono cliccare qualsiasi cosa verosimile. L’Europol ha inoltre segnalato il perdurare di truffe “vecchio stile”, come ad esempio un ordine da 6,6 milioni di dollari in mascherine FFP3 e gel disinfettante mai arrivato a destinazione.

Oltre all’Europol, l’Agenzia per l’Italia Digitale ha fatto riferimento a crimini perpetrati attraverso l’invio di email spingendo gli utenti meno smaliziati a scaricare e aprire allegati che finiscono poi col mettere in ginocchio la sicurezza del dispositivo impiegato e delle informazioni in esso contenute, compresi i dati personali e quelli relativi ai metodi di pagamento. Due in particolare le campagne rilevate: la prima, denominata Trickbot, è stata individuata nei primi giorni di marzo e fa leva su un messaggio recapitato nella posta elettronica con titolo “Coronavirus: informazioni importanti su precauzioni”. Il mittente è una presunta dottoressa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e al suo interno si trova un allegato che, se scaricato e aperto, è in grado di estrapolare file e documenti dal computer. La seconda invece si diffonde attraverso un malware battezzato Blackwater inviato nelle caselle email con in allegato l’archivio “Important – COVID-19.rar”. Colpisce non solo l’Italia, ma un po’ tutto il mondo. Anche in questo caso l’apertura del file mette a rischio la sicurezza del dispositivo.

Instagram ed il co-watching dei post

Altra novità in arrivo in casa Instagram, che introduce il co-watching, ovvero la funzione che permette agli utenti di condividere in videochiamata foto e video da commentare privatamente e in diretta con gli amici. Per farlo, gli utenti dovranno eseguire i seguenti passaggi:

  • Avviare una videochiamata su Instagram (per poterne avviare una basta andare nella sezione direct, cercare la persona con la quale si vuole iniziare una videochiamata, cliccare sulla “chat” e premere il simbolo della videocamera in alto, a destra del nome utente)
  • A videochiamata cominciata, cliccare in basso a destra sull’icona della foto
  • Scegliere il post da condividere tra le tre sezioni disponibili: post che ti piacciono, post salvati e post suggeriti.
  • Cliccare sulla foto/video da condividere.
  • Con questi pochi passaggi sarà possibile scegliere i contenuti da condividere con gli altri partecipanti alla videochiamata (Instagram permette un massimo di quattro partecipanti), commentando con loro foto e video. Una volta scelto il post da condividere infatti, questo apparirà sullo schermo di tutti gli utenti connessi, spostando in basso le miniature dei partecipanti che continueranno a vedersi tra loro ma, allo stesso tempo, vedranno anche il post condiviso.

I giganti dello streaming riducono la qualità dei video

Con l’esplosione della pandemia, miliardi di persone sono state costrette a sperimentare per la prima volta nella vita il cosiddetto total lockdown, la quarantena a casa. Questo ha inevitabilmente fatto impennare il consumo di dati e servizi Internet, dalle esigenze di telelavoro ai social network per rimanere connesso con amici e parenti. Ma soprattutto, per ingannare il tempo, sono aumentati a dismisura i consumi di servizi di streaming (gratuiti e no) come ad esempio Netflix e YouTube (in genere utilizzato da moltissimi anche per ascoltare musica mentre si fa altro). In una recente dichiarazione, il fondatore di Facebook – e non dimentichiamo proprietario di Instagram e WhatsApp – Mark Zuckerberg si è detto preoccupato per lo stato di salute dei suoi servizi di messaggistica, che potrebbero collassare molto presto.

YouTube ha deciso così di ridurre la qualità di streaming video nell’Unione Europea e nel Regno Unito per evitare il blocco della rete Internet. Il provvedimento della piattaforma video di proprietà di Google rimane in vigore per 30 giorni. “Continueremo a collaborare con i governi degli Stati membri e gli operatori di rete per ridurre al minimo lo stress del sistema, offrendo al contempo una buona esperienza utente”, ha dichiarato un portavoce di Google in un comunicato alla Cnn.

Anche Netflix ha annunciato la riduzione dei bit rate, cioè la velocità di trasmissione (e quindi la qualità dei video). La compagnia stima che l’intervento possa ridurre il peso della piattaforma sulle reti europee di circa il 25 percento, “garantendo al contempo un servizio di qualità per gli abbonati”.

La Commissione europea aveva chiesto alle piattaforme di streaming di rinunciare all’hd per limitare il consumo di banda, intasata dalla clausura imposta ai cittadini di diversi Paesi. Nella serata del 18 marzo, un tweet del commissario europeo per il Mercato interno e i servizi, Thierry Breton, ha rivelato “un’importante conversazione telefonica con Reed Hastings, ceo di Netflix”. Per battere il Covid-19, prosegue Breton, “dobbiamo stare a casa”. “Telelavoro e streaming aiutano molto, ma potrebbero mettere sotto pressione le infrastrutture”.

I social zittiscono Bolsonaro

Prima Twitter, ora anche Facebook e Instagram: “Contenuti rimossi perché non rispettano gli standard”. Così i social media hanno zittito il presidente brasiliano Jair Bolsonaro, che continua nei suoi post a minimizzare i rischi della pandemia sulla salute pubblica, condividendo video e messaggi che di fatto incoraggiano i cittadini a fare come se nulla fosse successo. Facebook ha così deciso di cancellare alcuni video pubblicati dal presidente, sostenendo che diffondono disinformazione sull’auto-isolamento durante la pandemia del nuovo coronavirus.

La piattaforma ha spiegato che i post pubblicati su Facebook e Instagram da Bolsonaro violano i suoi standard. Nell’ultimo video cancellato, Bolsonaro diceva che la gente deve tornare a lavorare per sostenere l’economia nazionale.
Lunedì scorso anche Twitter aveva rimosso due video pubblicati sul profilo ufficiale del presidente, che lo mostravano in visita domenica in diversi luoghi di Brasilia senza rispettare le raccomandazioni sanitarie.

Nei video cancellati, Bolsonaro difendeva la sospensione delle misure di contenimento in vigore in molti Stati del Paese e l’uso della clorochina per curare la malattia, nonostante la sua efficacia non sia ancora stata totalmente verificata. In una nota inviata ai media locali, Twitter ha ricordato che ha recentemente ampliato le sue regole globali sulla gestione dei contenuti che contraddicono le informazioni da fonti ufficiali sulla salute pubblica, contenuti che potrebbero mettere le persone a maggior rischio di trasmettere il Covid-19.

Il coronavirus ferma il matrimonio Xerox – HP

Si ferma il processo di acquisizione di HP da parte di Xerox, dal momento che in questo momento sono altre le priorità, in particolare la gestione dell’emergenza coronavirus. L’incontro tra i vertici delle due società previsto nel mese di maggio non andrà in scena, probabilmente rimandato al prossimo meeting annuale degli azionisti HP verso la metà del 2021.

HP desidera ringraziare gli azionisti, i partner, i clienti e i dipendenti per i loro input e per il supporto continuo dimostrati attraverso questo processo.

Di diverso tono il comunicato pubblicato da Xerox, che pareva pronta ad un esborso di circa 35 miliardi di dollari come da seconda offerta recapitata sul piatto dell’azienda di Palo Alto:

Sebbene sia un passo spiacevole, stiamo dando priorità alla salute, alla sicurezza e al benessere dei nostri dipendenti, clienti, partner e azionisti come risultato di una ampia risposta alla pandemia che al momento è al di sopra di ogni altra considerazione.

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