Digital Economy News è la rubrica dedicata alle novità in ambito tecnologia, social media e business digitale. A cura degli editor di Datalytics, Digital Economy News vuole offrire al lettore una panoramica sugli eventi più importanti dell’ultima settimana trascorsa, con un focus specifico sulle aziende fortemente digitalizzate. In questa nuova puntata di Digital Economy News troviamo:

  • Le evoluzioni del bando Digital Transformation
  • Le nuove responsabilità previste dal Digital Services Act
  • La novità 4.0 in casa WindTre: i Digital Store 
  • La rivoluzione social-tech di Koji

L’intervento da 100 milioni di euro per la digitalizzazione delle PMI

Il 2020 è stato un anno tragico per l’economia del nostro Paese ma, se vogliamo trovare un aspetto positivo, ci ha notevolmente avvicinati alla sfera del digitale, come strategia unica e necessaria per la continuità gestionale degli assets nazionali.  Ma esattamente, a che punto siamo arrivati in materia di digitalizzazione? Quasi a voler cavalcare un’onda ancora alta, in quest’ultimo mese dell’anno si sono aperte le iscrizioni al bando Digital Transformation per le Piccole e Medie Imprese italiane, ossia per quello straordinario 95% del tessuto imprenditoriale nazionale.

Il 15 Dicembre è iniziata quindi la raccolta delle domande di partecipazione per tutte le realtà che desiderano avviare una trasformazione digital-oriented del sistema produttivo. Le proposte che potranno godere delle agevolazioni previste dal bando devono includere, come condizione assolutamente necessaria, le tecnologie abilitanti individuate nel Piano Impresa 4.0 e quelle relative a soluzioni tecnologiche digitali di filiera.

Digital Economy News: bando digital transformation

Le risorse stanziate per le agevolazioni delle imprese coinvolte nel progetto ammontano a 100.000.000 euro e verranno concesse sulla base di una percentuale nominale dei costi e delle spese ammissibili pari al 50%: 10% sotto forma di contributo e 40% come finanziamento agevolato. L’esito di questo processo consoliderà l’evoluzione digitale compiuta negli ultimi mesi dalla stragrande maggioranza delle aziende italiane, contribuendo agli obiettivi di innovazione e competitività dell’intera nazione.

Il nuovo framework normativo europeo per le piattaforme digitali

Insieme al Digital Markets Act, il Digital Services Act ingloba un insieme di regole applicabili in tutta l’Unione Europea volte a creare uno spazio digitale più sicuro e aperto avente come cuore pulsante i valori dell’Unione stessa. Nell’ambito dello Shaping Europe’s Digital Future, ossia la strategia digitale europea, sono stati annunciati i due principali obiettivi della Commissione: 

  • Creare una dimensione digitale in cui siano tutelati tutti i diritti fondamentali degli utenti;
  • Stabilire condizioni di parità per promuovere l’innovazione, la crescita e la competitività, sia nel Mercato Unico Europeo che a livello mondiale.

Digital Economy News: Commissione Europea

Nello specifico, il Digital Services Act è stato presentato in Commissione pochi giorni fa e prevede un insieme di norme relative ad obblighi e responsabilità per gli intermediari che operano online. Il tal senso, lo scopo è incentivare nuove opportunità per la fornitura servizi digitali a livello transfrontaliero, garantendo al contempo un elevato livello di protezione per tutti gli utenti coinvolti, indipendentemente dal loro Paese di residenza. Questo significa prima di tutto una struttura di supervisione ad hoc, con un nuovo Board europeo per i servizi digitali e particolari misure per contrastare le attività illecite online (come ad esempio un meccanismo studiato per consentire agli utenti la segnalazione di tali contenuti e nuovi obblighi in materia di tracciabilità per tutti account aziendali).

Inoltre, la nuova disciplina agisce proporzionalmente alle dimensioni delle singole realtà interessate ed è finalizzata a promuove l’espansione di PMI e startup innovative. Infatti, il DSA prevede:

  • prescrizioni e adempimenti specifici per le piattaforme più grandi, con azioni basate su audit indipendenti dei loro sistemi di gestione del rischio, al fine di prevenire l’uso improprio degli assets; 
  • accesso per professionisti abilitati ai dati chiave delle stesse piattaforme, al fine di comprendere e valutare l’evoluzione dei rischi online.

WindTre supera la barriera del distanziamento sociale con il Digital Store

Il noto brand di Telecomunicazioni, ai vertici del mercato mobile in Italia e tra i principali operatori alternativi nel fisso, ha recentemente messo a segno una best practice memorabile in tema di touchpoints digitali. In questi ultimi giorni dell’anno, WindTre ha dimostrato a tutti i suoi clienti di poter superare la barriera della distanza fisica e ha lanciato i suoi Digital Store. Si tratta di veri e propri negozi digitali che riproducono l’esperienza del touchpoint offline semplicemente attraverso una landing page e una connessione internet. 

WindTre Digital Store Locator

Questa versione digitale del punto vendita non solo offre ai clienti la possibilità di soddisfare qualsiasi necessità, ma anche di farlo nel pieno rispetto delle regole anti-Covid e con notevoli economie in termini di tempo (raggiungi il negozio, fai la fila, rispetta gli orari delle pause pranzo). In definitiva, con questa iniziativa WindTre ha portato la qualità del rapporto con il consumatore su un altro livello, migliorando l’assistenza ai clienti, l’esperienza d’acquisto e ovviamente le sue performance di vendita.

Nello specifico, l’utente dovrà solamente connettersi alla sezione dedicata al servizio Digital Store sul sito web ufficiale del brand. Da qui, gli basterà selezionare nel campo della localizzazione l’indirizzo del punto vendita frequentato di solito, quello vicino casa o semplicemente quello dove si è trovato meglio. Come prossimo step, il consumatore potrà comunicare real-time con l’operatore del negozio scelto oppure prenotare un appuntamento virtuale a seconda delle sue preferenze.

Digital Economy News: WindTre digital store

Koji, la piattaforma che sovverte le regole dei social network

Molti ne avranno già sentito parlare, per alcuni suona familiare, altri ne ignorano l’esistenza, d’altronde è la novità dell’anno: stiamo parlando di Koji, la piattaforma SaaS che da questo ottobre si sta facendo strada tra le start-up digitali più in voga del momento. In poche parole, si tratta di uno strumento che permette a tutti gli utenti, anche quelli meno “skillati”, di produrre in poche mosse contenuti UGC da poter poi condividere su tutti i social network con un semplice link.

Digital Economy News: koji website

Se TikTok ha reso popolare la cultura del “mix and match” (prendi pezzi di contenuti e li modifichi per ottenere un risultato completamente diverso), Koji vuole fare un bel salto in avanti promuovendo e agevolando la pubblicazione di contenuti straordinariamente dinamici e interattivi, come giochi e meme. La piattaforma supporta infatti contenuti multimediali, audio, video, grafica 3D, perfino la realtà aumentata e virtuale, puntando ad un obiettivo specifico: la democratizzazione dell’interattività.

Koji engagement

Il CEO di Koji, Dmitry Shapiro, afferma che uno degli scopi della piattaforma è quello di permettere la monetizzazione dei contenuti anche a tutti coloro che non sono influencer e non godono del seguito di una vasta community. Infatti, i contenuti generati con Koji nascono per diventare virali proprio perché basati sul coinvolgimento degli utenti e si sa, l’engagement è il futuro dei social.

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