Digital Economy News è la rubrica dedicata alle novità in ambito tecnologia, social media e business digitale. A cura degli editor di Datalytics, Digital Economy News vuole offrire al lettore una panoramica sugli eventi più importanti dell’ultima settimana trascorsa, con un focus specifico sulle aziende fortemente digitalizzate. In questa nuova puntata di Digital Economy News troviamo:

  • Apple presenta iPhone 12
  • Facebook blocca gli annunci politici
  • Covid-19, boom per il mercato dei PC
  • G20, linee guida per le criptovalute

Apple, il giorno di iPhone 12

Il nuovo modello iPhone 12 sarà presentato al mondo alle ore 19 (in Italia) da Apple, nel corso di un evento speciale organizzato nella sede di Cupertino. L’attesissima presentazione sarà in streaming e senza pubblico, già rimandata dall’azienda a causa del Covid-19. L’evento si chiama “Hi, Speed” e tutto fa pensare che il riferimento sia alla compatibilità del nuovo modello con il 5G, il nuovo standard per navigare online ad alta velocità tramite le reti cellulari di ultima generazione, ancora in fase di sviluppo.

Secondo i principali siti specializzati, Apple presenterà quattro nuovi modelli di iPhone. Il più piccolo dovrebbe avere uno schermo da 5,4 pollici, un modello intermedio dovrebbe essere da 6,1 pollici, poi dovrebbero esserci un altro modello da 6,1 pollici, ma con maggiori funzionalità e infine un iPhone 12 di alta fascia da 6,7 pollici. I nomi rispettivamente dovrebbero essere Mini, iPhone 12, Pro e Pro Max.

Stando ad ulteriori indiscrezioni, la compatibilità con il 5G sarà su tutti i modelli, che saranno dotati di schermi OLED per una maggiore resa dei colori e un minore consumo della batteria. In sostanza, Apple sancirebbe definitivamente l’abbandono degli LCD nelle loro varianti Retina. I nuovi iPhone avranno l’ultima evoluzione dei processori sviluppati da Apple per i propri dispositivi mobili. Dovrebbero chiamarsi A14 e avere caratteristiche analoghe a quelli impiegati nei nuovi iPad Air da poco presentati.

Come aveva anticipato a settembre nel corso di un altro evento, Apple non fornirà più i caricatori per i propri dispositivi mobili, e quindi anche per gli iPhone. L’azienda ha spiegato che questa soluzione consente di ridurre le dimensioni delle confezioni e l’impatto ambientale delle sue attività. I nuovi iPhone saranno comunque dotati di cavo USB e potranno essere caricati con i caricatori di cui già si dispone, collegandoli a un computer oppure utilizzando i sistemi di ricarica senza fili. Apple venderà comunque un caricatore separatamente, per chi ne avesse ancora bisogno.

Dal 3 Novembre Facebook fermerà gli annunci politici negli Stati Uniti

Facebook ha annunciato che a partire dal 3 novembre, giorno delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti, smetterà di permettere la pubblicazione di inserzioni pubblicitarie politiche nel Paese. Il divieto sarà temporaneo e servirà a «ridurre la possibilità che le pubblicità creino confusione o che ne venga fatto un uso illecito». Facebook ha annunciato il divieto in un comunicato in cui spiega gli sforzi che il social network sta facendo negli ultimi mesi per garantire trasparenza e integrità in vista delle imminenti elezioni, contrastando «le interferenze straniere e la disinformazione».

A settembre Facebook aveva annunciato che il social network avrebbe smesso di pubblicare pubblicità politiche nella settimana precedente le elezioni, ma in precedenza la società era stata molto criticata per aver difeso il diritto di non sottoporre a fact-checking le inserzioni politiche, permettendo così che i politici pubblicassero notizie false.

Sempre per garantire la trasparenza del voto, ieri Facebook aveva annunciato che avrebbe cancellato tutti i gruppi e le pagine che rappresentino QAnon, il movimento statunitense che fa riferimento a un complesso di teorie complottiste di estrema destra secondo cui all’interno del “deep-state”, cioè tra i funzionari politici legati alla politica tradizionale, esisterebbe una cospirazione contro il presidente Donald Trump.

Il Covid-19 ha fatto svoltare il mercato dei PC

Il più alto incremento registrato negli ultimi 10 anni sul mercato dei personal computer. Quello del terzo trimestre 2020 ha fatto registrare un boom nelle consegne a livello mondiale, sospinte dalle nuove esigenze di acquisto e dalle nuove abitudini in smart-working a causa dell’epidemia da coronavirus.

E’ quanto riferiscono gli analisti di Canalys, il cui report indica che da luglio a settembre le consegne di PC sono aumentate del 12,7% su base annua, raggiungendo i 79,2 milioni di unità. A trainare sono i portatili, che nel trimestre hanno fatto registrare 64 milioni di unità consegnate (una cifra vicina al record di 64,6 milioni che risale al quarto trimestre 2011).

In particolare, le spedizioni di notebook e workstation mobili sono aumentate del 28,3% su base annua. Un dato in contrasto con quello relativo alle workstation desktop e desktop, che hanno invece visto le spedizioni ridursi del 26,0%.
Tra le aziende, Lenovo è tornata in testa alla classifica con 19,2 milioni di computer consegnati (+11,4%). Seguono Hp con 18,6 milioni (+11,9%) e Dell con poco meno di 12 milioni (-0,5%). Fuori dal podio Apple con 6,3 milioni di Mac consegnati (+13,2%) e Acer on 5,6 milioni di unità (+15%).

“I fornitori, la catena di approvvigionamento e il canale hanno ora avuto il tempo di trovare la loro nuova dimensione e di allocare le risorse per la fornitura di notebook, che continuano a vedere una massiccia domanda da parte delle aziende e dei consumatori”, afferma Ishan Dutt, Analista di Canalys. “Dopo aver dato la priorità ai mercati di alto valore e ai grandi clienti nel secondo trimestre, i fornitori sono ora in grado di rivolgere la loro attenzione alla fornitura di una gamma più ampia di Paesi, nonché alle PMI che hanno avuto difficoltà a mettere in sicurezza i dispositivi all’inizio di quest’anno. I governi, che si sono resi conto dell’importanza dell’accesso al PC per sostenere l’attività economica durante questo periodo, sono intervenuti con un supporto finanziario o anche con implementazioni di dispositivi su vasta scala”. Canalys prevede che la spesa IT, compreso l’investimento in PC, sarà un motore fondamentale della ripresa economica all’indomani della pandemia.

G20: ecco le linee guida per le criptovalute

Le regole nazionali oggi in vigore non coprono in modo adeguato il nuovo fenomeno fintech delle stablecoin: lo ha dichiarato il Financial stability board (FSB), che riunisce le banche centrali e i regolatori finanziari del G20. È venuto il momento di una regolazione cross-border delle stablecoin come Libra di Facebook adottando un approccio comune; lo stesso FSB ha già preparato la bozza di regulation con le linee guida su questa forma di criptovaluta che ha messo a consultazione ad aprile e che presenterà a breve nella forma definitiva, come riporta Reuters. L’FSB ha aggiunto che nuove regole potranno arrivare in futuro per assicurare stabilità al sistema finanziario.

L’FSB ha detto che adotterà “azioni appropriate” per assicurare l’attuazione delle sue linee guida e evitare vuoti regolatori che possano minare la stabilità finanziaria. Vigilerà dunque sull’adesione da parte delle stablecoin a tutti gli standard regolatori applicabili e sulla messa in opera di tutte le tutele alla stabilità finanziaria, pena il divieto per queste criptovalute di operare sul mercato. I regolatori e le banche centrali nazionali sono chiamati a intervenire, ha affermato il board, affinché le stablecoin siano rese affidabili, i loro dati siano conservati in modo sicuro e abbiano protezioni robuste contro i cyber attacchi e salvaguardie contro le operazioni illecite, in particolare il riciclaggio di denaro.

“Le autorità concordano sulla necessità di applicare una supervisione”, ha indicato l’FSB in una relazione ai ministri delle Finanze del G20. Il principio deve essere “same business, same risk, same rules”: stessa attività, stessi rischi, stesse regole.

Il board ha così ribadito quanto espresso nella bozza di raccomandazioni di aprile: “regulation, supervisione e vigilanza che siano proporziati ai rischi” e necessità di cooperazione e coordinamento internazionale “flessibile, efficiente, inclusivo e multi-settorale” e di “accordi di condivisione delle informazioni cross-border che tengano conto dell’evoluzione delle stablecoin globali e dei rischi che possono porre nel corso del tempo”.

Una volta assicurato il rispetto delle regole, le stablecoin hanno però la benedizione del G20: l’FSB ha affermato che le stablecoin possono portare efficienze nei pagamenti retail trans-frontalieri, che oggi tendono ad essere lenti e costosi.

“Una stablecoin ampiamente adottata col potenziale di raggiungere ed essere utilizzata in diverse giurisdizioni potrebbe essere molto importante per il sistema finanziario”, ha affermato l’FSB.

Le raccomandazioni dell’FSB rispondono a una richiesta del G20 di esaminare i problemi regolatori sollevati dalle stablecoin globali e di fornire un parere sulle appropriate risposte multilaterali, tenendo in considerazione anche il punto di vista dei mercati emergenti e delle economie in via di sviluppo.

La stretta sulle stablecoin è comunque lontana. I regolatori bancari si esprimeranno entro dicembre 2021 sull’eventuale necessità di modificare le regole e la revisione delle regole applicabili alle stablecoin sarà completata entro luglio 2023.
Lo scorso mese un gruppo di Paesi Ue – Italia, Germania, Francia, Spagna e Paesi Bassi – ha firmato un appello alla Commissione europea chiedono regole più severe per le criptovalute che poggiano su asset reali, come le stablecoin, per proteggere i consumatori e difendere la sovranità degli stati nella politica monetaria.

Secondo i ministri delle Finanze dei cinque Stati Ue alle stablecoin non dovrebbe essere consentito di operare in Europa fino a quando non saranno state affrontate le numerose sfide legali, normative e di vigilanza che queste valute virtuali pongono. I ministri hanno chiesto che tutte le stablecoin siano impegnate con un rapporto di 1: 1 con valuta fiat, con attività di riserva denominate in euro o altre valute degli stati membri dell’Ue e depositate in un’istituzione approvata dall’Ue.

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