Datalytics Digital & Marketing News è la rubrica settimanale che propone le principali notizie in ambito digital, social media e web marketing. Il recap curato dagli editor di Datalytics permette di fare il punto sugli eventi più significativi della settimana. Nella puntata di Digital & Marketing News del 08 Aprile 2020:

  • Facebook Messenger arriva su desktop
  • YouTube sfida Tik Tok?
  • LinkedIn promuove il mindfulness anti-quarantena
  • Google aiuta le PMI
  • Il lockdown reputazionale di Zoom
  • WhatsApp contro le bufale del COVID-19

Facebook Messenger arriva su desktop

Facebook Messenger arriva in versione desktop con le relative applicazioni per macOS e Windows, permettendo a milioni di utenti di connettersi e lavorare dopo il blocco causato dall’emergenza COVID-19. In una nota ufficiale, Facebook ha sottolineato come nell’ultimo mese il totale degli iscritti impegnati in chiamate audio e video da browser desktop fossero aumentati di oltre il 100%.

Il social network in blu ha così dato seguito ad una esigenza concreta dei suoi stessi utenti, rilasciando le app desktop ufficiali del suo client interno di messaggistica istantanea e dunque consentendo di effettuare video chat di gruppo sullo schermo più grande di un PC, sia per parlare con amici e parenti, ma anche per organizzare riunioni in smart working. Facebook Messenger per desktop è pensato per un’attività in modalità multitasking, permettendo agli utenti di ricevere notifiche per i nuovi messaggi, ma anche per trovare rapidamente la chat utile o disattivare l’audio se si è impegnati in altri task. Anche nella versione desktop di Facebook Messenger c’è inoltre il supporto per la Dark Mode e le GIF.

YouTube Shorts prepara la guerra a Tik Tok

Entro dicembre 2020 YouTube lancerà la nuova funzione chiamata Shorts, che dovrebbe sostanzialmente riprendere il concept di Tik Tok, ovvero brevi filmati in diretta come alternativa ai classici video caricati sulla nota piattaforma di video streaming. Per il social network asiatico si tratta di una minaccia sicuramente più seria di quella già affrontata nel 2016 quando aveva surclassato Vine, poi chiuso definitivamente da Twitter.

Stando a quanto riporta il sito The Information, la funzione Shorts sarà interna alla stessa app di YouTube, per cui nessuno dovrà convincere gli utenti a scaricare una seconda app. In particolare i creatori di contenuti dovranno semplicemente comunicare i propri Shorts senza perdere la fanbase già acquisita.

L’unica piattaforma simile a Tik Tok che è riuscita negli anni a scalfire il suo dominio è Musical.ly, poi acquisita direttamente da Bytedance – azienda madre di Tik Tok – ed inglobata nel 2017. Ma YouTube è evidentemente convinta di poter contare sulla potenza di fuoco della sua piattaforma per fare venire più di un brivido al colosso social asiatico

LinkedIn offre corsi di mindfulness gratuiti

In un momento di grave crisi sociale e psicologica, LinkedIn ha lanciato 16 corsi gratuiti di apprendimento per aiutare le persone nella produttività, nella costruzione di relazioni a distanza, per insegnare ad utilizzare gli strumenti digitali per i meeting lavorativi e di fatto trovare un sano equilibrio tra vita personale e vita lavorativa. Il social network dei professionisti ha inoltre messo a disposizione altri 6 corsi gratuiti per aiutare i suoi iscritti a gestire lo stress, come una sorta di tool di sopravvivenza che prevede:

  • Insegnamento di pratiche di mindfulness per aumentare concentrazione e gestire i cosiddetti trigger emotivi
  • Comprensione delle nuove aree di lavoro (principalmente la propria abitazione)
  • Gestione dei momenti di stress
  • Creazione di “riserve nascoste di energia” emotiva e psicologica

I corsi sono multi-lingua (inglese, spagnolo, francese, tedesco, giapponese, cinese e portoghese) e sono disponibili a questo link

Google: milioni per l’advertising delle PMI

Per contrastare le disastrose conseguenze economiche del coronavirus è arrivato il supporto di Google che ha così annunciato un contributo di oltre 800 milioni di dollari a livello globale per supportare le piccole e medie imprese, le organizzazioni sanitarie e i governi.

Come annunciato dal CEO di Google Sundar Pichai, la manovra sarà così composta:

  • 250 milioni di dollari in crediti pubblicitari per aiutare l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) e oltre 100 agenzie governative a livello globale affinché forniscano informazioni rilevanti su come prevenire la diffusione di Covid-19 e altre misure per aiutare le comunità locali.
  • Un fondo di investimento da 200 milioni di dollari a supporto delle Ngo e delle istituzioni finanziarie di tutto il mondo per aiutare le piccole imprese nell’accesso al credito.
  • 340 milioni di dollari in crediti per Google Ads, disponibili per tutte le pmi, con account attivi nell’ultimo anno.
  • 20 milioni di dollari in crediti Google Cloud destinati a istituzioni accademiche e ricercatori per utilizzare le nostre risorse computazionali e la nostra infrastruttura nello studio di potenziali terapie e vaccini, tenere traccia dei dati critici e identificare nuovi modi per contrastare Covid-19

Fuoco incrociato su Zoom

Dopo le polemiche sul trasferimento silente a Facebook dei dati dei suoi stessi utenti, Zoom continua a veleggiare nell’occhio del ciclone. L’azienda della Silicon Valley ha ammesso di aver fatto passare “per errore” alcuni dati attraverso i suoi due server in Cina. Alcune riunioni tenute da utenti non cinesi “potrebbero essere state autorizzate a connettersi ai server in Cina, dove non avrebbero dovuto connettersi”, ha spiegato Zoom. Ciò si è verificato fin da febbraio a causa del picco di traffico sulla piattaforma che ha portato milioni di utenti a usare la app per riunioni di lavoro ma anche incontri virtuali con gli amici. Ma i problemi non finiscono qua.

Un utente olandese ha dimostrato alla rivista Vice come sia possibile accedere alle informazioni personali (nomi, e-mail, foto, etc.) di migliaia di iscritti alla piattaforma semplicemente approfittando della funzione “Directory aziendale”. Quest’ultima aggiunge automaticamente alla propria rubrica Zoom altre persone iscritte con un indirizzo email appartenente allo stesso dominio.

Nel frattempo è esplosa una nuova mania chiamata Zoom-bombing: diverse testimonianze confermano incursioni nelle videochiamate pubbliche di gruppi di studenti, conferenze, meeting e appuntamenti religiosi. E l’obiettivo dei troll è sempre lo stesso: creare sconcerto, insultare e disturbare condividendo video con contenuti pornografici e foto violente.

Per tutte queste problematiche, Zoom è stato bandito a Taiwan e dal servizio scolastico degli Stati Uniti, dove tra l’altro la piattaforma è sotto inchiesta per violazione massiva della privacy.

WhatsApp agisce contro le bufale virali

Ai tempi del lockdown globale le regole di distanziamento sociale non sono le uniche che i cittadini devono rispettare. Come già paventato da Mark Zuckerberg, i sistemi di messaggistica più utilizzati – tra cui certamente WhatsApp – potrebbero presto collassare per problematiche di traffico sui server. Nei giorni più critici, il colosso di Menlo Park ha deciso di limitare la diffusione dei video su WhatsApp, alleggerendo così l’intero sistema. Ad esempio, non sarà temporaneamente possibile condividere un video più lungo di 15 secondi sugli Stati, che sono più o meno l’equivalente delle Stories Instagram.

Ma a questa limitazione “tecnica” se ne è aggiunta anche una “sociale”: WhatsApp impone un nuovo limite per l’emergenza coronavirus, ovvero i messaggi potranno essere inoltrati a una sola chat alla volta.

In questo particolare momento di emergenza, durante il quale miliardi di persone non possono vedere amici e parenti a causa della pandemia di Covid-19, WhatsApp si conferma un valido alleato per comunicare non solo con i propri cari, ma anche con medici e insegnanti. Per questo, tutti i messaggi e tutte le chiamate di WhatsApp sono protetti per impostazione predefinita dalla crittografia end-to-end, in grado di garantire la massima sicurezza per le conversazioni private. Lo scorso anno abbiamo presentato la funzione che consente di riconoscere i messaggi che sono stati inoltrati molte volte. Si tratta di un’etichetta dotata di una doppia freccia, che contraddistingue i messaggi di dubbia provenienza. A partire da oggi, questi messaggi potranno essere inoltrati a una sola chat alla volta

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