L’intervista di oggi darà seguito ad una rubrica cominciata a gennaio, un ciclo di post dedicato al cuore pulsante della nostra azienda: il team Datalytics

La scorsa puntata abbiamo parlato con Mauro Vecchio, Head of Marketing & Business Development di Datalytics.

Oggi conosciamo Antonio MarianiSviluppatore Software di Datalytics.

Ciao Antonio, per cominciare, da quanto tempo fai parte del team?

Ho da poco compiuto il mio terzo compleanno in Datalytics, non per caso, ma per scelta.
Ho il piacere di poter crescere in un ambiente in crescita, che ogni giorno sa tenermi vivo con sfide nuove da affrontare ed in cui posso sempre contare sulla vicinanza, professionale e anche goliardica, di veri e propri amici.

Quello che mi ha portato ad essere oggi in Datalytics è stata sicuramente la voglia di far evolvere due fra le passioni che mi accompagnano dall’adolescenza: la tecnologia e l’amore per il “bello”.
Terminati gli studi in Ingegneria Informatica, ho consapevolmente instradato la mia carriera verso lo sviluppo web, per me punto di congiunzione fra l’affascinante freddezza degli algoritmi ed il calore comunicativo di ciò che viene reso a livello visivo.

In quale valore di Datalytics ti identifichi maggiormente?

Non sempre è necessario prendersi troppo sul serio per dare il meglio di sé e risultare professionali.
Credo sia l’aspetto del mio carattere che maggiormente si fonde con il DNA di Datalytics.

A tuo parere, quale elemento esclusivo differenzia Datalytics dai competitor?

Senza alcun dubbio uno degli elementi che caratterizza Datalytics è la capacità di ascoltare il cliente e di potergli fornire, sulla base di questo, un prodotto estremamente customizzato.
Esempi potrebbero essere la versatilità sulla tipologia di dato da analizzare, l’implementazione di specifiche necessità funzionali o semplicemente il soddisfare, nei dettagli, i personali gusti estetici.

Un’ultima domanda, dei molti progetti di Datalytics a cui hai preso parte, ce n’è qualcuno che preferisci?

Da sviluppatore mi è abbastanza difficile ragionare per case study perché, chi fa con passione questo lavoro, lascia molto di sé in ogni progetto e questo non permette di affezionarsi ad uno sviluppo in particolare. Come team abbiamo avuto la fortuna di avere più riscontri positivi e la volontà continua ad essere quella di dare il meglio, affinché il miglior case study possa essere sempre il prossimo.

Bene Antonio, è stato molto bello conoscerti.

Ti ringrazio per la tua disponibilità e rinnovo a tutti voi l’appuntamento alla prossima settimana per conoscere un altro membro del team Datalytics!

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