Contest, come organizzarli seguendo le regole

I contest o concorsi a premio sono ormai da anni utilizzati dai brand come uno prezioso strumento di marketing per raggiungere una più vasta audience e fidelizzare i clienti già acquisiti. I contest tradizionali organizzati dalle aziende utilizzano principalmente mezzi di comunicazione come il telefono, gli SMS e biglietti fisici come i gratta e vinci: tutti canali che prevedono un’interazione diretta e privata con il consumatore. Con l’avvento del digitale, le forme classiche di contest trovano il modo di svilupparsi e reinventarsi all’interno di piattaforme che permettono una maggiore diffusione di conoscenza (passaparola) e un coinvolgimento attivo degli utenti iscritti.

Perché organizzare un contest online: i vantaggi

È innanzitutto molto importante sapere che, almeno a livello normativo, non esiste alcuna differenza tra contest online e concorsi tradizionali.

Tutte le manifestazioni a premio (comprese le operazioni a premi) fanno capo al D.P.R. 430/2001, al D.Lgs 196/2003 relativo alla privacy (dal 25 maggio 2018 sostituito con il G.D.P.R.), al Codice Civile e all’aggiornamento delle FAQ ministeriali di marzo 2017.

Organizzare un contest online permette alle aziende di raggiungere diversi obiettivi di marketing, tra cui:

  • Il reperimento di nuovi lead;
  • La profilazione di utenti targetizzati;
  • L’aumento del traffico sul sito web o sull’e-commerce;
  • Un aumento dell’engagement rate;
  • La crescita della fanbase;
  • La viralità dei contenuti;
  • L’incentivazione all’acquisto (aumento vendite).

In un momento in cui la reach organica delle pagine aziendali ha raggiunto i minimi storici, i contest online (quando ben studiati) possono aiutare a sviluppare engagement. La messa in palio di un premio fa gola a molti, soprattutto se c’è una coerenza tra l’offerta ed i valori aziendali, per questo sono l’ideale per risollevare le sorti di una community persa nei meandri del feed di Facebook.

facebook contest

Quali sono le principali tipologie di contest?

In base alla normativa italiana, possiamo distinguere tra due principali tipologie di contest promozionali: i concorsi a premio e le operazioni a premio. Entrambe le categorie sono iniziative, a fini anche in parte commerciali, dirette a favorire la conoscenza di prodotti, servizi, marchi e aziende, oppure la vendita di beni/servizi attraverso la promessa di premi. Tra i premi possono essere inclusi beni, servizi e sconti di prezzo, escludendo invece ricompense in denaro, titoli, quote di capitale e polizze assicurative sulla vita.
Per quanto riguarda la prima tipologia, la caratteristica più rilevante è quella riguardante l’assegnazione dei premi, in quanto la vincita del partecipante dipende dalla sorte, da un congegno o una macchina, oppure dall’abilità dei concorrenti stessi. A differenza della seconda tipologia, non tutti i partecipanti potranno aggiudicarsi i premi in palio, poiché il numero delle ricompense viene stabilito e comunicato tramite regolamento. La partecipazione è gratuita, salvo spese di spedizione o telefoniche necessarie per l’iscrizione.
Al contrario, le operazioni a premio prevedono ricompense a tutti coloro che acquistano o vendono un determinato bene/servizio oppure un determinato quantitativo di questi. Inoltre, l’assegnazione può coinvolgere anche soggetti diversi da coloro che acquistano il bene o servizio promozionato.

E cosa cambia a livello burocratico?

contest legge

La fase in cui bisogna relazionarsi con il Ministero per lo Sviluppo Economico (MISE) risulta per le aziende essere la più complicata, ma allo stesso tempo necessaria per organizzare un contest in regola con la normativa italiana. Per attenersi alla legislazione, la comunicazione del concorso a premi va inviata al ministero entro i 15 giorni precedenti la data di inizio del concorso, al contrario delle operazioni questa deve essere effettuata prima della data di avvio senza precisi limiti di tempo.
La documentazione da inviare per i concorsi deve comprendere il regolamento, il documento originale di cauzione e la dichiarazione sostitutiva di atto notorio che certifica la conformità al regolamento. Per la gestione delle operazioni a premio risulta più semplice, poiché l’unico file previsto da inviare è il documento originale di cauzione.
Ultima sostanziale differenza fra le due tipologie, riguarda l’intervento del notaio o del funzionario della Camera di Commercio per il verbale di chiusura: mentre per le operazioni non è necessario, per i concorsi tale figura è obbligatoria per ogni assegnazione dei premi.

Quale tipologia scegliere?

Come abbiamo potuto vedere, sicuramente le operazioni a premio sono più facili da gestire dati i minori adempimenti da assolvere. Di contro però, con un maggior numero di vincitori i premi saranno meno coinvolgenti, rischiando così di perdere qualità sull’experience e di rimanere meno impresso nella mente del consumatore. Volendo schematizzare le differenze:

Concorsi a premio:

  • L’assegnazione del premio dipende dalla sorte, da un congegno o un software, oppure dall’abilità dei concorrenti
  • Non tutti i partecipanti potranno aggiudicarsi i premi in palio e quindi il brand deve stabilire a monte quanti premi assegnare
  • La deadline per consegnare tutte le pratiche ed essere in regola è 15 giorni prima dell’inizio del concorso
  • E’ necessario l’intervento di un funzionario camerale alla fine del contest, tranne che per sistemi di tipo Instant Win
  • I premi sono più ingaggianti per i partecipanti (viaggi, experience, concerti, auto)

Operazioni a premio:

  • L’assegnazione dei premi prevede ricompense a tutti coloro che acquistano o vendono un determinato bene/servizio oppure un determinato quantitativo di questi.
  • Tutti i partecipanti si aggiudicano il premio, non dipendendo dall’abilità, dalla sorte, da un software
  • La deadline è subito prima l’inizio del concorso
  • Non è necessario l’intervento di un funzionario, ma i premi (es. buoni sconto) possono essere assegnati immediatamente all’atto di acquisto (come ad esempio accade nei supermercati con i buoni spesa)
  • I premi sono però meno ingaggianti per i partecipanti (es buoni sconto, voucher, offerte promozionali che comunque comportano un acquisto successivo)

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