Tra meno di quattro giorni saremo in chiusura di un anno davvero molto intenso. Un periodo di distanze incolmabili ma anche di vicinanze forzate, restrizioni ferree e nuove routine. Un momento delle nostre vite in cui c’è stato molto spazio per riflettere sul futuro e allo stesso tempo sentire addosso il terrore del presente. E allora, prepariamoci a salutare il 2020 con la voglia di correre più forte, seppur con un grande bagaglio sulle spalle da custodire.

Per partire con il piede giusto, si sa, serve una lista di buoni propositi. Ecco quindi 3 idee che potresti aggiungere alla tua e a quella del tuo team, pensate per non farti trascurare fattori essenziali nella gestione dei canali di comunicazione e proporti degli spunti di riflessione sul tuo modus operandi. Speriamo che questo articolo possa esserti utile nell’impostare una nuova stagione lavorativa e a muovere i primi passi verso un futuro ricco di soddisfazioni e progressi.

Non dilunghiamoci oltre e vediamo subito il primo consiglio!

Impara di più sul tuo target

Partiamo da questo presupposto: se non sai chi è il tuo pubblico, non puoi dargli quello che vuole e lui, di conseguenza, non ti darà quello di cui hai bisogno. Per spezzare questo circolo vizioso devi fermarti a riflettere sui tuoi interlocutori. Con chi stai cercando di interagire? Generazione Z, famiglie con bambini, viaggiatori avventurosi e solitari? Capirlo è già un buon inizio, ma se desideri che il loro coinvolgimento sia abbastanza alto da comportare una conversione, devi andare più a fondo

Fai delle ricerche accurate che ti permettano di basarti più su dati quantitativi e meno sul tuo istinto. Da dove iniziare? Semplice, fai una lista di caratteristiche demografiche e comportamentali: età, nazionalità, quanto spendono, cosa comprano, hobby e interessi. Ovviamente per le realtà che operano B2B i parametri sono leggermente diversi. Se sei un’azienda che si rivolge ad altre imprese, assicurati di considerare la grandezza del loro business e chi prende le decisioni su cosa vale la pena far rientrare nel budget e cosa no (AD, Direttore di funzione, COO, ecc.).

Una volta che hai i dati relativi al tuo target, fatti un’idea delle sue abitudini. Ad esempio, di cosa parlano sul web? Nello specifico, il monitoraggio delle parole chiave e degli hashtag più pertinenti rivela ciò che i consumatori dicono del tuo brand e dei tuoi concorrenti online, mostrandoti una fotografia istantanea dell’industria e quindi del tuo posizionamento. A questo proposito, Datalytics si pone al fianco dei brand come alleato nel social media listening e KPI analytics, offrendo una piattaforma self-service studiata appositamente per una gestione centralizzata ed integrata dell’audience. Con la Suite MONITORING non perderai mai di vista il tuo pubblico e grazie alle metriche costantemente aggiornate sarai in grado di convertire con un’elevatissima velocità di risposta tutte le situazioni di crisi in reali brand opportunities.

buoni propositi per comunicare

Organizza i contenuti e alza l’asticella

Per fare un upgrade della tua content strategy, devi prima di tutto assicurarti di avere una profonda comprensione di come il tuo prodotto o servizio rende la vita dei consumatori. Migliore? Più facile? Più interessante? Se non hai già un elenco chiaro di quali siano i vantaggi della tua offerta, è ora di iniziare a fare mente locale e metterli nero su bianco. Da qui partirà il lavoro di storytelling, ossia l’esposizione della tua value proposition e delle motivazioni per cui quello che offri dovrebbe avere un impatto positivo e importante sulla quotidianità di coloro che lo scelgono.

Questa riflessione può sembrare banale, ma la maggior parte dei fallimenti nella comunicazione si verifica perché non c’è piena consapevolezza del messaggio che si vuole veicolare e degli aspetti più importanti da evidenziare. In più, tieni sempre a mente che ogni qualvolta ti trovi a scrivere, pubblicare, rispondere, ringraziare e ti connetti con i tuoi follower, i nuovi leads e potenziali clienti, loro si fanno un’idea di te e del tuo brand, costruendo nella loro mente un’impressione fondata sul modo in cui appari online, in call o di persona.

Se si considera il breve ciclo di vita degli aggiornamenti e la rapidità con cui le informazioni viaggiano tra le varie piattaforme, i contenuti pubblicati sui social vengono assimilati dagli utenti quasi istantaneamente

Per questo, una schedule completa e strutturata ti permette di apparire costante e dinamico agli occhi della tua audience, agevola il monitoraggio della tua attività e ti consente di metterla regolarmente in discussione per affinare il tiro. Inevitabilmente, questo significherà eliminare di volta in volta i contenuti che hanno riscosso minor successo e sperimentare nuovi formati per quelli che invece sono stati più apprezzati dalla community. Pensa in grande, mettiti in gioco con nuovi concept grafici e non smettere mai di potenziare la user experience.

Segui le regole d’oro

Forse non ne sei al corrente, ma nel social media management esistono alcune strategie standard studiate per organizzare i contenuti da pubblicare sui vari account. Sebbene ogni brand abbia la propria identity e uno specifico messaggio da veicolare, delle tips tendenzialmente universali potrebbero rappresentare per te e il tuo team un buon proposito da adottare fin da inizio anno. Ne abbiamo selezionate alcune particolarmente interessanti.

  • La regola dei terzi prevede una suddivisione del piano editoriale in 3 parti uguali: 1/3 dei post deve essere volto alla promozione della tua attività, convertire i lettori e generare nuovi profitti; 1/3 dei post deve suggerire idee di personaggi influenti ed esperti nel settore di riferimento; 1/3 dei post deve raccontare la case history del tuo brand ed i suoi punti di forza;
  • La tattica del 4-1-1 consiste in un modello davvero semplice e lineare che si ripete di volta in volta: 4 post educativi e/o di intrattenimento1 post descrittivo sull’azienda e 1 post promozionale sull’offerta di prodotti e/o servizi;
  • Un altro paradigma proporzionale è il cosiddetto Golden Ratio 60/30/10 secondo cui il 60% di quello che pubblichi deve essere composto da contenuti creati da altri ma rilevanti per la tua community e particolarmente coerenti con i tratti dell’industria di riferimento, il 30% da contenuti prodotti da te (articoli del blog, infografiche, video) e un ultimo 10% da contenuti promozionali che agiscono come call to action per i nuovi leads.

Questi suggerimenti non sono scritti sulla pietra e sei liberissimo di reinterpretarli adeguandoli ai tuoi obiettivi di marketing. Tuttavia, l’indirizzo strategico è quello giusto: bisognerebbe sempre alternare contenuti informativi sul tuo business a contenuti più mirati al coinvolgimento dell’utente e ai suoi interessi personali. Questo approccio ti consentirà di non risultare mai ripetitivo e mantenere alto l’engagement su tutti i canali di comunicazione.

Se ti è piaciuto l’articolo, iscriviti alla Datalytics’ newsletter e scopri ogni settimana tanti consigli su come migliorare la tua strategia di comunicazione! Nel frattempo, ti auguriamo un Buon Anno Nuovo!

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